Il Presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, ha presentato in Commissione regionale salute, insieme con il responsabile del Dipartimento salute, Giovanni Gorgoni (già direttore generale dell’Asl Bt) il nuovo Piano di riordino ospedaliero.
«Il piano è l'effetto di una richiesta ai direttori generali affinché disegnassero la rete ospedaliera pubblica per ciascuna provincia, utilizzando un simulatore elettronico e cercando di seguire le indicazioni normative e sulla base di alcune ipotesi forti».
Questi i criteri seguiti: punti nascita da 1000 parti annui; punti nascita con presenza di rianimazione; rispondenza alla classificazione ministeriale degli ospedali; reparti e servizi dotati del numero adeguato di operatori, per rispondere agli standard assistenziali di legge; invarianza del costo del personale rispetto al 2014. «L’effetto ottenuto - spiega Gorgoni - è quello cercato dal decreto ministeriale numero 70 del 2015: l'accorpamento delle strutture senza diminuzione dei posti letto»
Gli ospedali pugliesi passeranno da 36 a 27 e, per l'Asl Barletta-Andria-Trani, da 5 a 3. Resteranno due ospedali di primo livello (Barletta ed Andria) ed uno di base (verosimilmente Bisceglie): destinati a chiudere, pertanto, sarebbero Canosa e Trani.
«Nonostante l'accorpamento drastico - spiega Gorgoni -, la simulazione, pur di garantire organici degni, riesce con grande fatica a tenere ferma la spesa del personale riferita al 2014».
Nei prossimi giorni la condivisione dei dettagli, rifiniture e definizione concertata con il privato accreditato per la quota di posti letto privati. Il 29 febbraio la scadenza di legge per l'adozione del provvedimento di riordino.

