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Trani a capo, denuncia choc: «Il Comune non riscuote fitti per quasi 4 milioni»

Ammonterebbero a 3.800.000 euro i mancati incassi del Comune di Trani dalla ridotta o carente valorizzazione degli immobili sua proprietà. Lo fa sapere Maria Grazia Cinquepalmi, consigliere comunale del Movimento Trani a capo, parlando di «situazione molto grave».

Nel corso di una conferenza stampa, la consigliera ha riferito che «abbiamo fatto una ricognizione del patrimonio immobiliare del Comune di Trani recandoci personalmente presso la Conservatoria dei registri immobiliari. Ebbene, abbiamo verificato che ci sono alcuni immobili non inseriti nell'elenco che c'è stato fornito e, soprattutto, ci sono immobili che i costruttori avrebbero dovuto cedere al Comune, a seguito di rilascio del permesso a costruire, ma che, di fatto, non sono mai stati ceduti. Chiaramente, il Comune continua nella sua assoluta inerzia».

Il caso più eclatante, secondo quanto riferito dal movimento civico, è quello delle sei aule dell’immobile Verdemare, in piazza D’Agostino, sede di uffici provinciali: «Quei sei locali sono del Comune di Trani – richiama con forza Cinquepalmi – ma, materialmente sono ancora nella disponibilità del costruttore. Inizialmente erano state poste al servizio della scuola Giustina Rocca, ma io ho personalmente parlato con il preside, il quale mi ha detto che non sono più necessarie per quell’istituto. A questo punto, potrebbero tranquillamente essere messe al servizio del De Amicis, vista la vicenda di cui si parla in questi giorni e del fabbisogno di aule di quella scuola. Paghiamo 110mila euro di fitto alle Suore Angeliche - ricorda - mentre il Comune ha delle aule non usate. Il 12 dicembre 2013, con l'amministrazione Riserbato, si fece questa proposta, ma non fu mai portata in consiglio comunale». 

Fra le altre sorprese, l'Agenzia delle dogane, tra piazza Trieste e piazza Sacra regia udienza, «che conduce in locazione quegli immobili a soli 150 euro al mese – fa sapere il portavoce di Trani a capo, Antonio Procacci - ed il cui contratto è scaduto nel 2008. L’agenzia detiene questo immobile senza alcun titolo, ma è pur vero che i locali potrebbero tranquillamente essere utilizzati dal Tribunale, viste le emergenze in cui si trova».

E poi c'è anche il caso di un immobile sulla Trani-Andria «che, di fatto – conclude il capogruppo, Aldo Procacci - non è mai stato trasferito al Comune di Trani pur essendo di sua proprietà. Loro chiesero il permesso a costruire attraverso la cessione di una parte del capannone, ma il Comune non era a conoscenza di questa proprietà, per la quale l'azienda avrebbe dovuto pagare un corrispettivo».

Non da ultimo, un terreno tra via Vecchi e via De Bramo che risulta tra i disponibili: è recintato e dentro ci sono delle auto. «Abbiamo chiesto al Comune se quel terreno di 384 metri quadrati sia libero o occupato - dice Antonio Procacci -. Il Comune ha detto che è libero, ma a noi non risulta, mentre il Comune non sa neanche che è recintato». Sui terreni agricoli, per Aldo Procacci, ci sarebbe diffusamente da parlare perché «non sono neanche censiti». Tra l'altro, la Regione Puglia qualche tempo fa aveva emananto un bando per incentivare l'apertura di aziende agricole da parte dei giovani, e questi terreni sarebbero tornati utili a tal fine. 

La proposta del movimento è un bando pubblico per affidare l'intera gestione del patrimonio comunale ad un'agenzia immobiliare, o un consorzio di agenzie immobiliari di Trani: «Loro - affermano - conoscono bene le procedure per liberare e contrattualizzare». Conclude il portavoce del movimento, Procacci: «È vero che questa situazione continua da anni, non possiamo addebitare la colpa a questa amministrazione, ma è chiaro che quest'ultima non sa gestire il patrimonio immobiliare».


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