Dove non arriva l’Amiu, scenderanno in campo cittadini in condizioni di disagio economico. Saranno di carattere ambientale, infatti, gli interventi previsti dall'amministrazione comunale nell'ambito delle cosiddette “borse lavoro”, vale a dire «le iniziative finalizzate allo sviluppo di azioni a sostegno dei cittadini in condizione di fragilità sociale».
Le restanti risorse del Piano sociale di zona serviranno a finanziare il progetto riservato ai disoccupati: «L’esigenza – spiega il dirigente dell’Ufficio, Caterina Navach - è realizzare il progetto di inclusione sociale partendo dall'osservazione della realtà del territorio locale, che non è in grado di dare risposte concrete in termini occupazionali ai suoi cittadini, coinvolti sempre più in una persistente situazione di povertà».
Ebbene, «poiché la borsa lavoro è uno strumento che consente ai cittadini, in stato di svantaggio sociale ed economico, di realizzare un percorso di inserimento o reinserimento nel tessuto sociale e superamento delle dinamiche assistenziali», il dirigente ha approvato una determinazione con cui attiva lo strumento finalizzato all'inserimento o reinserimento lavorativo di cittadini svantaggiati presenti nel territorio di Trani».
Le priorità sono le seguenti: i destinatari degli interventi devono essere cittadini disoccupati, con o senza figli a carico, in particolare donne sole con o senza figli a carico; inoltre, cittadini senza alcuna forma di reddito. Le borse lavoro devono avere durata di almeno tre mesi, mentre le attività devono riguardare il ripristino ambientale di zone cittadine non servite dall’azienda di igiene pubblica. Per il momento, l’impegno di spesa è stato determinato in 6300 euro.
