Arsenico, ferro, nichel e manganese. Questi i quattro metalli che continuano ad essere presenti, in misura oltre i limiti di legge, nei campioni di acqua prelevati dalla discarica di Trani e, in particolare, dal pozzo P6v.
Si tratta della condotta più vicina al luogo in cui, nel 2014, si era verificata la perforazione di una porzione di parete, e conseguente dispersione di percolato in falda, alla base della chiusura dell’impianto, del 4settembre 2014, e a successivi sequestro penale e revoca dell'Autorizzazione integrata ambientale.
Secondo le analisi effettuate dalla società Allkema, di Modugno, firmate dal professor Gaetano Nuovo, nei pressi del pozzo in questione le anomalie sono dunque da circoscrivere ad arsenico (presente nella misura di 10,6 millilitri per litro, mentre di norma non dovrebbe superare i 10), ferro (210,5 contro 200), nichel (21,8 contro 20) e manganese (74,1 contro 50).
I valori sono comunque inferiori a quelle delle precedenti analisi, risalenti al 21 gennaio e diffuse il 9 febbraio: ferro, 657; arsenico, 22,2; nichel, 44,9; manganese, 84.
Per quanto riguarda gli altri pozzi spia a servizio dell'impianto di contrada Puro vecchio, nei giudizi espressi dal professionista i valori risultano tutti nella norma.
