Visto il piano di riordino della rete ospedaliera pugliese, visto che il Pronto Soccorso sarà trasformato in un Punto di Primo Intervento (PPI) e vista la disponibilità del presidente Emiliano ad accettare suggerimenti che possano migliorare il provvedimento, avrei una proposta da fare sulla scorta della mia esperienza nel settore dell’emergenza.
Con la trasformazione del Pronto Soccorso in Punto di primo intervento, l’unica ambulanza del servizio 118 operante a Trani, una volta stabilizzato il paziente, se questi dovesse aver bisogno di osservazione o di ricovero (fatto che accade per circa il 59% dei casi, stando ai dati della Centrale Operativa di Bari) dovrà accompagnarlo presso le strutture ospedaliere di Bisceglie, Barletta o Andria.
Questo comporterà un allungamento dei tempi di ogni singolo intervento con la conseguenza che la città resterà scoperta ed in caso di richiesta di nuovo intervento dovrà intervenire un’ambulanza proveniente dai paesi limitrofi.
Inoltre, trattandosi di Ppi, spesso potrebbe accadere che l’ambulanza del servizio 118 venga impegnata per trasferire un paziente dallo stesso PPI presso altri ospedali.
La mia proposta è di attivare una seconda postazione India di 118, come già esiste per Barletta e Andria. Mentre in quelle città il fatto è giustificato dal maggior numero di utenti, a Trani sarebbe giustificato dalla maggior distanza da percorrere per ogni intervento.
Non risolverebbe completamente il problema perché, come spesso accade, ci potrebbero essere tre o più interventi contemporaneamente ma sarebbe comunque una possibilità in più che, una città senza un ospedale, dovrebbe meritare.
Se sono d’accordo, chiedo al sindaco Amedeo Bottaro, al consigliere regionale Mimmo Santorsola, al presidente della provincia Giuseppe Corrado ed ai consiglieri comunali tutti di caldeggiare questa proposta.
Rino Negrogno (infermiere 118)

