«Secondo una denuncia presentata lo scorso mese di febbraio, Amiu Spa avrebbe provveduto all'assunzione a tempo indeterminato, mediante un procedimento di stabilizzazione, presumibilmente illegittima, di dieci dipendenti».
A scriverlo, nella relazione sull'attività dell'anno giudiziario appena trascorso ed in occasione dell'inaugurazione del nuovo, è il procuratore generale della Corte dei conti di Puglia, Francesco Paolo Romanelli, che si sofferma diffusamente sulle situazioni particolarmente critiche nella gestione delle società partecipate in tutta la Regione e non manca, fra le 52 pagine del suo documento, di richiamare in tre passaggi casi che afferiscono la città di Trani.
In particolare, la vicenda cui si fa riferimento è quella dell'assunzione, avvenuta lo scorso 30 dicembre, di dieci operatori ecologici che, precedentemente, avevano lavorato per anni attraverso agenzie di somministrazione di lavoro interinale.
Quel rapporto di lavoro precario era stato interrotto alcuni mesi prima e, così, gli operatori si erano rivolti a un legale per tutelare le loro posizioni ed avviare un contenzioso contro l'azienda.
In tutta risposta Amiu, per evitare l'alea di un giudizio che l'avrebbe potuta vedere soccombente, nonché beneficiare di sgravi fiscali che diversamente avrebbe perso con la fine del 2015, aveva ritenuto di assumere a tempo indeterminato i dieci ricorrenti, di fatto realizzando una conciliazione che ha evitato di intraprendere qualsiasi contenzioso.
La vicenda, però, si è spostata sul piano politico dando vita in una battaglia senza esclusione di colpi. In particolare, il movimento Trani a capo, alla cui guida il giornalista Antonio Procacci si era candidato a sindaco lo scorso anno, all’inizio del nuovo anno ha presentato un esposto alla Corte dei conti di cui, evidentemente, la magistratura contabile ha tenuto conto nella misura in cui il caso è stato pubblicamente citato nella relazione del procuratore.
«Su questa storia – commenta Procacci -, lo diciamo da due mesi (purtroppo in totale solitudine), non molliamo di un millimetro. Le assunzioni non dovevano e non potevano essere effettuate, e ce ne dovranno rendere conto prima o poi».
