«I sistemi di allarme a distanza? Non erano mai stati nostri». Le sorprese in merito all'affidamento del servizio di sorveglianza degli immobili comunali non finiscono mai. La vicenda, come è noto, è tuttora al centro dell'inchiesta giudiziaria che ha determinato, alla fine del 2014, gli arresti eccellenti alla base della conclusione anticipata del mandato dell'amministrazione comunale uscente.
Successivamente, l'evoluzione dei fatti ha determinato anche una forte assunzione di responsabilità da parte del dirigente del settore, Giovanni Didonna, che ha completamente revocato gli atti di quella gara, dal bando all’aggiudicazione, creando le condizioni per una nuova. Nel frattempo, tuttavia, vi era la necessità di continuare ad assicurare un servizio pubblico, peraltro a costi il più possibile contenuti per la collettività. Ed è proprio in questa direzione che si sono operati ulteriori approfondimenti del servizio finora effettuato, dai quali sono emersi nuovi particolari evidentemente non conosciuti, o sottovalutati, fino ad oggi.
Infatti, dalla verifica degli impianti d'allarme installati presso le sedi di interesse radio collegate alla vigilanza, vai impianti dotati di centralina e sensori, «è emerso che gli stessi risultano essere in comodato d'uso e non di proprietà dell'ente comunale – rileva il dirigente, facendo riferimento anche ad una nota, del 17 giugno 2015, a firma del presidente della cooperativa della Vigilanza notturna tranese, gestore del servizio -. Pertanto è intendimento dell'amministrazione – prosegue l’ingegner Didonna - dotarsi di impianti di allarme di proprietà».
Con una determinazione dello scorso 16 dicembre sono stati acquistati gli impianti da installarsi presso i siti oggetto di vigilanza passiva, ma, nell'attesa della sostituzione degli impianti esistenti con i nuovi, occorre garantire la continuità del servizio. Per questo il dirigente ha affidato in proroga, fino a fine mese, il servizio della sorveglianza degli immobili con le stesse modalità degli affidamenti precedenti, vale a dire 32mila euro per due mesi, dal 1mo gennaio al 29 febbraio.
Va da sé che, quando i nuovi sistemi di proprietà saranno installati ed attivati, il costo dell’affidamento è destinato a ridursi ancora, restringendosi alla sola vigilanza fisica, nell’attesa dell’emanazione della nuova gara pluriennale che, a sua volta, appare destinata a partire da un importo a base d’asta ridotto rispetto a quello inizialmente ipotizzato.
Allo stato, i vigilanti stanno effettuando servizi presso villa comunale, cimitero, servizi sociali del palazzo di città, biblioteca e Polizia locale. Non ci sono più ronde, mentre nel servizio rientra il teleallarme senza ronda degli immobili, nonché l’inserimento e disinserimento degli allarmi.
Fra le attività vi è anche la sorveglianza delle sedi del Tribunale, ma, dallo scorso 1mo settembre, le spese per il funzionamento degli Uffici giudiziari e, di conseguenza, quelle per la vigilanza degli immobili di riferimento, è a carico del Ministero della giustizia.
(in foto, la pagina de «Il giornale di Trani» uscito in edicola sabato 27 febbraio, contenente a pagine 3 l'articolo di cui sopra)

