Donne in politica sì, ma se sono capaci, e non solo perché sono donne, altrimenti le quote rosa diventano un privilegio o un “contentino”.
Potrebbe essere considerato questo il motivo conduttore che ha accompagnato ieri sera l’incontro presso la sede del Pd per parlare di «Donne, società e politica» in occasione della Giornata internazionale della donna.
La vera protagonista della serata è stata Antonia Talamo, unica donna sindaco della nostra città (dal 20 maggio 1966 al primo settembre 1970, eletta con la Dc), laureata in chimica e materie scientifiche ed insegnante. Talamo ricorda così la sua esperienza: «Le quote rosa ce le siamo fatte da sole. È stata una piacevole avventura, un’esperienza meravigliosa in cui un sindaco donna era già guardato come una cosa strana: pensavano che un sindaco donna sarebbe stato un pupazzo nelle mani degli uomini. Questo non è accaduto. Io sono convinta che l’Italia andrebbe molto meglio se ci fossero più donne, non perché penso che gli uomini siano disonesti, ma perché la donna ci mette il cuore, l’entusiasmo, la passione. I signori attuali si sono dimenticati che la politica è servizio, e chi più di una donna si sottopone a questo servizio? Io sono contro le quote rosa, perché le donne devono avere libero accesso, senza tante storie. Altro che quote rosa, magari ci fossero tante donne nell’amministrazione. Io sono contenta dell’esperienza che ho fatto. Ho lasciato, spero, un ricordo buono per la città. Ho amministrato con serietà, dignità, umiltà ed onestà».
Serena Amoruso, psicologa e psicoterapeuta, che ha collaborato anche con il centro antiviolenza Save, ci ha detto: «La giornata internazionale della donna rimane importante rispetto al senso che vogliamo darle, cioè per ricordare quello che le donne ogni giorno fanno. In questa occasione ho parlato delle donne vittime di violenza e degli uomini che tendono a esercitare potere su di loro: l’otto marzo deve essere una occasione per ribadire il rispetto che si deve portare verso le donne».
È intervenuta anche Angela Di Nanni, presidente dell’associazione “Trani Nostra”: «Io penso che il ruolo della donna sia importantissimo come del resto quello degli uomini. Nel mio intervento ho ripercorso la storia di Trani attraverso alcune figure femminili che, ciascuna con le sue peculiarità, hanno offerto un contributo notevole allo sviluppo di questa città, ad esempio Giustina Rocca, Maria Festa, ma anche Antonella Palagano e alcune persone del popolo (parleremo di una ragazza che si batte nelle barricate nel 1042 in difesa della nostra città). Ho parlato anche di una donna di spettacolo che nel 1800 creò scalpore nella nostra città».
Sono intervenute anche Margherita Mastromauro, imprenditrice ed ex parlamentare; Grazia Distaso, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione; Marina Nenna e Patrizia Cormio, consiglieri comunali del Pd; Debora Ciliento, assessore alle politiche per l’infanzia, rapporti con le associazioni, personale e pari opportunità e il sindaco Amedeo Bottaro.
Soddisfatto della buona riuscita della serata Vincenzo De Simola, presidente della commissione cultura del Pd: «Ringrazio il segretario del partito, Nicola Amoruso, e ogni singolo membro della commissione, senza il quale non sarebbe possibile creare eventi o manifestazioni e questi momenti di riflessione. Trani ha la necessità di rinvigorire le attività culturali della città. Il nostro obiettivo è quello di redigere un piano dei luoghi culturali della città, dalla biblioteca comunale a palazzo Beltrani, dal polo museale ai centri di aggregazione. La commissione vorrebbe mettere insieme anche tutte le attività associative che sono nella città, affinché non procedano autonomamente».
Federica G. Porcelli






