Movimentazioni in vista per i photored a Trani. In particolare, uno degli otto impianti di cui è dotata la città, vale a dire quello posizionato sulla strada provinciale che congiunge Trani con Corato, sarà trasferito in un'altra parte del territorio comunale. Motivo, l’impianto non è operativo.
Da quanto tempo questo accada non è dato conoscerlo, ma la circostanza è balzata all'evidenza scorgendo una determinazione dirigenziale che ha disposto un impegno di spesa di 30mila euro per la manutenzione di sette impianti di rilevazione del passaggio con rosso, sugli otto esistenti. Per la cronaca, gli impianti photored sono posizionati in corrispondenza dei seguenti incroci semaforici: vecchia strada statale 16, fra Trani e Barletta, con via Curatoio; via Superga con via delle Tufare; via Malcangi con viale De Gemmis; via Sant'Annibale Maria di Francia (con prosecuzione sulla provinciale 12) con via Duchessa D'Andria e via Primo Capirro.
Ebbene, l’impianto photored neutralizzato si trova proprio qui, all'inizio della strada provinciale, ma rivolto verso quella comunale, per fotografare i veicoli che, provenienti da Corato, passerebbero con il rosso.
Tuttavia, trovandosi su suolo della Bat, la determinazione dirigenziale dà atto che «bisogna riattivare l'iter amministrativo tendente ad ottenere l'autorizzazione, da parte della Provincia di Barletta Andria Trani, per la regolarizzazione dell'impianto installato sulla strada provinciale di competenza dell’ente medesimo».
Peraltro, secondo quanto riferisce l’assessore alla Polizia locale, Giuseppe De Michele, «la soluzione migliore è recuperare l'impianto posizionandolo in un altro luogo sensibile della città, circostanza che avverrà entro un paio di settimane».
Quando questo accadrà, dunque, non ci sarà più alcuno strumento di rilevazione dell'eventuale infrazione semaforica per chi provenga da Corato, ma, a questo punto sorge spontanea la domanda circa l'effettiva validità delle rilevazioni effettuate da un impianto che, a quanto pare, non sarebbe autorizzato e quindi risulterebbe abusivo.
La circostanza, peraltro, si potrebbe affrontare in punta di diritto richiamando la recente archiviazione del procedimento a carico dell’ex comandante dei vigili, Antonio Modugno, che aveva fatto installare paletti parapedonali su quello stesso suolo: accertati come legittimi quelli, perché non dovrebbe esserlo un photored ad ulteriore tutela della pubblica incolumità?

