Da lunedì prossimo si torna a vivere l’intensità di Lech Lechà, la settimana di cultura ebraica più importante del Mezzogiono e che Trani si appresta ad ospitare per il quarto anno consecutivo.
«Nessuno deve rinunciare ad essere se stesso perché l’identità arricchisce – ha detto a sua volta Cosimo Yehudah Pagliara, altro direttore artistico della manifestazione -. La diversità è dialogo, scambio e Trani ne è un po' la capitale, tale da avere un quartiere importante con quattro sinagoghe. Trani e la Puglia sono il rinnovato trampolino con l’Oriente proprio nel 475esimo anniversario dalla cacciata degli ebrei da Trani e dal Mezzogliono. Il nostro maggiore motivo d’orgoglio è non tanto essere tornati, ma essere comunità attiva e propositiva».
Sulla stessa lunghezza d’onda ritorna Lotoro: «La presenza dell'ebraismo a Trani è una ricchezza, un valore aggiunto anche sul piano dell'offerta culturale, turistica, gastronomica. Tanto è vero che le nostre attività non si limitano alla settimana di Lech Lechà, ma si articolano durante l’intero anno anche grazie al culto regolarmente praticato in sinagoga».
Alla presentazione, fra gli altri, anche il prefetto, Clara Minerva, il presidente della Provincia, Beppe Corrado, il vice presidente della Comunità ebraica di Napoli, Pierluigi Campagnano, il console onorario dello Stato di Israele, Luigi De Santis, e l’assessore alla cultura, Grazia Distaso: «In questa importante iniziativa c’è tutta una storia che parte dal Medioevo e si inserisce testa alta nel nostro tessuto identitario, tra l'altro con una capacità di dialogo interreligioso perché noi, a Trani, siamo la città dell'accoglienza e dialogo tra le varie religioni».

