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Referendum, nella quasi totale disinformazione il 17 aprile si vota. A Trani, fronte compatto per il «sì»

Domenica 17 aprile i cittadini italiani sono chiamati alle urne per votare un referendum abrogativo, ma, paradosso italiano, pochi sono coloro che lo sanno. È quanto emerso intervistando Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente, a Trani per un incontro nei giorni scorsi: «I media non ne stanno parlando, quasi nessuno lo sa, eppure il 17 aprile saremo chiamati a votare». Il referendum nazionale è stato promosso da nove regioni italiane: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Come per ogni referendum, affinché esso sia valido è necessario che sia raggiunto il quorum e cioè che si rechi a votare il 50 + 1 per cento degli aventi diritto.

«Volete che, quando scadranno le concessioni (che di fatto sono in atto già entro le 12 miglia, ndr) vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?»: i cittadini barreranno “sì” se non vorranno che le trivellazioni continuino; “no” se vogliono che resti attiva la normativa esistente. Sul fronte del “sì”, si sono alleati: il consiglio comunale di Trani, che ha approvato già ad agosto scorso all’unanimità dei presenti una delibera di fermo diniego alle attività di prospezione petrolifera al largo delle coste pugliesi; il vescovo, Monsignor Giovan Battista Picchierri; la sesta provincia pugliese.

La città, seppure con movimenti e associazioni distaccate, si sta mobilitando. Si sono costituiti a Trani infatti tre distinti gruppi, tutti contrari alle trivellazioni: Movimento 5 stelle; un comitato più associazionistico, composto dai movimenti Possibile e Traniacapo e dalle associazioni Idee giovani e Politica, Comitato Bene Comune, Legambiente e Hastarci; Cgil Trani e Cgil Bat, Noi a sinistra per la Puglia e I Verdi. E, a dimostrazione del fatto che questa battaglia è di tutti e non ha colore politico, da ultima è arrivata una nota anche a firma di Raimondo Lima, di Fratelli d’Italia-An: anche il partito di centrodestra il 17 aprile sta invitando tutti a votare “sì”. A Trani, insomma, nonostante la frammentarietà, si è giunti ad un accordo unanime.

A livello nazionale, difende le ragioni del “no” il gruppo Ottimisti e razionali, secondo il quale continuare l’estrazione di gas e petrolio limita l’inquinamento. A Trani però finora nessuno si è espresso in questo senso.

Federica G. Porcelli  


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