A poco meno di un mese dall'appuntamento elettorale con il referendum sulle trivellazioni torna di stretta attualità il dibattito sulla nomina degli scrutatori delle 53 sezioni elettorali della città: sorteggio o indicazione da parte della Commissione elettorale?
L’indirizzo prevalente sembra decisamente orientato verso la prima ipotesi e particolarmente indicativa, in tal senso, è la nota che giunge dal capogruppo consiliare della Lista Emiliano Diego di Tondo, che parla anche a nome dei colleghi di gruppo (Lovecchio, Tolomeo, Zitoli) e mostra di gradire apertamente l'estrazione a sorte dei componenti dei seggi elettorali: «Ribadiamo ufficialmente la nostra intenzione di indirizzare le scelte del sindaco e della commissione elettorale per il sorteggio degli scrutatori e non per la designazione degli stessi, appartenente ad una mera lottizzazione politica che non ci appartiene. In un momento storico in cui siamo tutti vittime di una crisi economica dilagante – sottolinea Di Tondo -, sarebbe giusto offrire a chiunque una piccola opportunità, senza avvantaggiare i soliti noti. Siamo certi che tale volontà sia ampiamente condivisa da tutte le forze politiche, come pure che il rinnovamento passi anche da questi piccoli gesti di estrema trasparenza, necessari pertanto a recuperare la fiducia dei cittadini, nonché la loro partecipazione attiva alla vita amministrativa ed alle scelte della stessa».
Una richiesta che nasce anche in considerazione del fatto che, per la tornata referendaria, saranno soltanto tre gli scrutatori per sezione, e non quattro come in occasione delle elezioni politiche ed amministrative. Già lo scorso anno per l’election day che accorpò elezioni regionali e comunali, lo strumento del sorteggio prevalse soprattutto per evitare facili lottizzazioni in vista del voto amministrativo. A maggior ragione in questa circostanza, lontana da pressioni politiche ed invece vicina a questioni a metà tra economia ed l'ambiente, l'interesse è a mettere in moto una macchina virtuosa che permetta a chi è in difficoltà di avere una piccola, sebbene occasionale entrata.

