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Salvatore Micillo a Trani: «No agli inceneritori, sì a Rifiuti zero». D’Ambrosio: «Le associazioni devono fare di più»

«In Puglia ci sono dodici discariche abusive, che ci costano 3 milioni al mese. Non ci sono impianti di compostaggio, o se ci sono non funzionano. I rifiuti sono un business che fa gola alla mafia e per questo nella loro gestione ci sono molte infiltrazioni mafiose». Questi i dati preoccupanti che emergono dalla relazione di Grazia Di Bari, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, all’interno di un incontro tenutosi nei giorni scorsi nell’auditorium San Luigi organizzato dagli attivisti del movimento 5 stelle di Trani e in particolare dalle consigliere Antonella Papagni e Luisa Di Lernia.

Ospite Giuseppe D’Ambrosio, parlamentare: «L’Arpa Puglia rivolge al territorio della Bat la stessa attenzione che rivolge a Taranto perché anche da noi ci sono molte difficoltà a livello ambientale che gravano sulla salute dei cittadini». D’Ambrosio, nativo di Andria, il 15 novembre 2013 si recò insieme ad alcuni attivisti dei 5 stelle presso la discarica di Trani per una visita ispettiva: «Non ci andammo per “fare la passerella” – chiarisce – ma per attirare l’attenzione delle istituzioni. Non ci andai come tecnico ma come parlamentare. E le associazioni teoricamente lottano per il territorio, mentre nella realtà organizzano solo inutili tavoli con le istituzioni». Inoltre, conclude D’Ambrosio, «qualcuno ha già deciso cosa deve succedere al Comune di Trani, alla discarica di Trani, a quell’azienda il cui advisor che ne deve decidere le sorti non è di Trani e quindi Trani non decide».

Al tavolo sedeva anche Salvatore Micillo, parlamentare e componente della Commissione ambiente. Nato nella “terra dei fuochi”, Micillo ha sentito subito la necessità di fare qualcosa per punire i colpevoli dei reati ambientali e, diventato parlamentare, ha apposto la sua firma alla legge sugli ecoreati, varata il 16 maggio del 2015, aggiudicandosi il premio “Ambiente e legalità 2015” conferitogli da Legambiente. «Quando ero attivista ambientale, noi campani eravamo additati come sporchi da tutta Italia, poi si seppe che decine di migliaia di camion conferivano rifiuti nelle nostre discariche». La legge è stata ferma in Senato un anno e mezzo, successivamente è stata varata: «Devo ringraziare – prosegue Micillo – tutte le associazioni che hanno fatto da ponte e cioè Libera e Legambiente oltre che Sergio Costa, generale del Corpo forestale dello Stato».

La soluzione al problema dei rifiuti è per Micillo la strategia “Rifiuti zero”, di cui si sta parlando nella commissione ambiente. Gli inceneritori, invece, vanno debellati perché «portatori di morte».

Gli interventi di Papagni e Di Lernia hanno confermato la volontà delle due consigliere di fare luce sui problemi della discarica di Trani, ancora molto lontani dall’essere risolti ma sul quale bisogna assolutamente trovare una soluzione in tempi brevi perché la salute è un diritto di tutti i cittadini.

E Micillo è stato chiaro: «Nella nostra comunità tutti hanno un familiare o un amico morto di tumore. In Campania non si chiede: «Hai il tumore?» ma «Dove hai il male?». E da anni stiamo chiedendo un registro tumori».

La malattia nella “terra dei fuochi” è diventata naturale ed ordinaria, così come a Taranto, così come a Ferrara. A documentarlo, negli ultimi anni, sono stati diversi servizi giornalistici.

Federica G. Porcelli  - Foto gentilmente concesse da Antonio Cristiani

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