Già il mese scorso, precisamente il 7 febbraio 2016, ospiti in studio Aldo Procacci e Leo Amoruso, avevamo chiesto loro se fosse giusto o meno riunirsi in commissione una volta a settimana.
Così Aldo Procacci: «La questione delle commissioni è da affrontare. In questo momento non si stanno riunendo, non sono partite, sono poco investite di importanza dall’amministrazione. Alcuni dicono che sia questione di regolamento anche se io nel regolamento dove è disciplinata la funzione delle commissioni riscontro che le commissioni possano dare propulsione all’amministrazione con atti di indirizzo. In passato sono state oggetto di attenzione perché ci sono state tante speculazioni, come ad esempio le famose commissioni “gettoniere”, però in questo momento interessa poco perché abbiamo argomenti più importanti di questa città da affrontare quindi poi parleremo e discuteremo sulle commissioni».
Il consigliere di minoranza conclude: «È chiaro che devono esserci comunque dei controlli. Era stato posto un limite per porre freno al fenomeno che si è verificato in passato. Io avevo proposto di farne più di una a settimana ma facendole almeno durare di più, lavorando di più».
Leo Amoruso disse: «Approfitto della parentesi aperta da Procacci per sottolineare, più che l’aspetto “gettone”, parola che tra l’altro a me non piace, la questione fondamentale delle commissioni. Ti porto l’esempio della seconda commissione di cui sono presidente: stiamo affrontando delle questioni secondo le quali il pensiero di affrontarne una a settimana è mortificante e castrante per la commissione. Una commissione non basta per parlare anche di questioni annose».
«Capita – conclude Amoruso – che se manca il dirigente non solo dobbiamo attendere una settimana, ma dobbiamo anche chiedere al dirigente direttamente di essere presente».
Per la cronaca, nella seduta del consiglio comunale dell’altra sera Amoruso era assente e Procacci ha detto “no” all’abolizione del tetto delle commissioni.
Federica G. Porcelli

