«Sgomberiamo il campo dalle ipocrisie: il limite di una sola commissione settimanale ha creato diversi disagi». Così il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, che ha votato favorevolmente all’abolizione del tetto settimanale delle riunioni.
«Era un limite introdotto dal commissario, organo monocratico che, in maniera incomprensibile – giudica Ferrante -, si è cimentato nella modifica delle regole di un organo collegiale. Per quanto riguarda i costi, ricordo ai populisti dell’ultima ora che, nel corso di questi anni, ciò che percepisce un consigliere comunale si è praticamente dimezzato per effetto delle leggi finanziarie (ora di stabilità) che si sono succedute nel tempo: nel 2007 un consigliere comunale della Città di Trani percepiva, a titolo di indennità di funzione, oltre 1.200 euro netti mensili potendo anche non mettere mai piede in Comune. Invece, con i gettoni di presenza , lo stesso consigliere potrà percepire somme poco superiori ai 500 euro mensili (calcolando una media di otto presenze tra commissioni e consiglio). Quindi, i costi per ogni singolo consigliere comunale per la collettività si sono drasticamente ridotti e, posso assicurarlo, le commissioni consiliari si terranno sempre e solo quando necessario, e su argomenti qualificanti».
In maggioranza, nel frattempo, un altro consigliere prova a fare chiarezza: «Sì, ho votato sì per eliminare il limite restrittivo delle quattro sedute mensili di commissione – conferma Francesca Zitoli, della Lista Emiliano -. Ma le commissioni sono articolazioni del consiglio in cui si discutono le proposte di delibera che approderanno in aula e necessitano del parere obbligatorio, ma non vincolante delle stesse. Il limite di una seduta a settimana era stato giustamente posto dal commissario prefettizio a seguito delle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto proprio chi ora grida allo scandalo. Tuttavia, eliminare tale restrizione serve per accelerare l'iter amministrativo degli atti da portare in consiglio e, personalmente, non ritengo di dover pagare le colpe della superficialità ed irresponsabilità altrui».
Dall'altra parla uno degli assenti al voto, Raimondo Lima (Fdi): 1JNon ho votato l'aumento dei gettoni per le commissioni, ma allo stesso tempo non condivido l'eccessiva demagogia nell'affrontare l'argomento. Gli atti delle commissioni, così come l'attività di noi consiglieri è pubblica e c'è chi, come me, la rende nota quotidianamente. I cittadini sono liberi di giudicare chi svolge in maniera proficua o meno il ruolo per il quale si è stati eletti, a prescindere dal gettone che io, per esempio, reinvesto totalmente nell'attività politica».


