«Commissioni a iosa riunirsi per discutere del nulla e gravare sulle casse comunali? Io vorrei ricordare che, prima della Finanziaria 2007, era prevista l'indennità di carica ai consiglieri comunali, successivamente abolita e sostituita con i gettoni di presenza, il cui tetto mensile non può superare un quarto dell’indennità del sindaco. Pertanto, è la legge che dispone il pagamento dei consiglieri comunali, i quali sono tenuti a percepire i gettoni e, eventualmente, devolverli come meglio credono».
Così Francesco Laurora, consigliere comunale dei Verdi e presidente della quarta commissione (lavori pubblici), proponente la modifica di una parte del regolamento consiliare, fra cui la revoca del limite di una riunione per settimana delle commissioni.
«Vogliamo fare demagogia? Facciamola, ma la campagna elettorale è finita da un pezzo e, oggi, è tempo che le commissioni funzionino. Proprio per un parere non espresso, un provvedimento di questa seduta è stato rinviato perché il presidente della terza commissione, Avantario, non ha potuto riunirla in tempo perché nella stessa settimana s’era già riunita. Nella nostra commissione, poi, gli argomenti sono così tanti che è impossibile trattarli tutti in una seduta sola. Non dobbiamo farci pagare? Allora dovrebbero rinunciare anche sindaco, presidente del consiglio, consiglieri regionali, parlamentari e relativi portaborse».
Ben diversa la posizione espressa in aula dal Movimento cinque stelle, artefice di due emendamenti, entrambi respinti a maggioranza. Il primo prevedeva che «le commissioni devono svolgersi non più di una volta alla settimana», perché «ci sono ancora indagini della magistratura in corso – spiega Antonella Papagni, componente della stessa quarta commissione -, ed una commissione a settimana è più che sufficiente per risparmiare denaro pubblico».
Sempre i penta stellati avevano pronto un secondo emendamento, in caso di mancato accoglimento del primo: «Le commissioni eccedenti il numero di una per settimana non devono produrre alcun compenso», perché, «se è vero che qui siamo tutti, in maniera disinteressata, pronti a sacrificarci per il bene della città – aggiunge l’altro consigliere grillino, Luisa Di Lernia -, allora non avremo problemi a farci pagare solo una commissione a settimana». Il rigetto dei due emendamenti non è per nulla andato giù: «Volevamo mettere un freno allo spreco di denaro pubblico – commenta Papagni -, volevamo che quei soldi fossero destinati ad interventi più seri, di cui la città ha bisogno, ed invece no: da domani, commissioni tutti i giorni, come prima e peggio di prima».

