«Villa Guastamacchia da tanti anni è un punto di riferimento sul territorio e per l’occupazione del tempo libero della popolazione anziana. Devo dire che sarebbe potuta essere pensata meglio: in tanti anni è sempre stata libera, gestita da chi ne usufruiva. Fu con Giuseppe Tarantini che il Comune di Trani chiese ed ottenne dei fondi europei di sviluppo infrastrutturale con i quali finanziò la ristrutturazione della villa, nata molti anni prima della normativa regionale che disciplina gli standard delle strutture denominate “centro sociale polivalente per gli anziani”. Giustamente l’amministrazione Tarantini ristrutturò la villa per adeguarla alle normative ». Così Felice Di Lernia, assessore alle politiche sociali, ospite ai nostri microfoni le scorse settimane, ricordando l’iter che ha accompagnato i lavori di adeguamento e ristrutturazione di villa Guastamacchia, che sono stati conclusi.
«I lavori sono stati lunghi - prosegue - perché sulla villa c’è un vincolo, ma ci siamo resi conto che la torretta, che costituisce parte integrante dello stabile ma che non era interessata da quei lavori, ha problemi di stabilità e quindi abbiamo un centro a norma ma sormontato da una torretta pericolosa. Siamo intervenuti immediatamente e a brevissimo inizieranno i lavori di adeguamento. Finché non saranno finiti i lavori, la villa non sarà fruibile».
Ad ogni modo, l’avviso pubblico che è stato emanato dal Comune pone ipoteticamente come scadenza dei lavori il primo luglio: «Noi non abbiamo bandito una gara d’appalto perché non si tratta di gestire un’attività commerciale o a scopo di lucro. La logica che sta dietro a questo provvedimento è questa: tutte le normative italiane che disciplinano le forme di sussidiarietà in questo Paese spingono a logiche di co-gestione e co-partecipazione del bene comune».
Di Lernia dunque risponde a distanza alle critiche mossegli da Raimondo Lima, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che aveva sollevato dubbi in merito alla trasparenza dell’avviso pubblico, ribaditi poi in consiglio comunale. Infatti, prosegue Di Lernia, «Non è un bando, per questo non è stato pubblicato sulle piattaforme online. Villa Guastamacchia resta un patrimonio del Comune e l’associazione che se ne aggiudicherà il servizio lavorerà con noi. Deve diventare un patrimonio del quartiere, un centro socioculturale del quartiere e non un ghetto per gli anziani».
L’avviso pubblico si rivolge alle associazioni o alle cooperative che hanno come obiettivo la promozione del bene comune o di una migliore tutela di vita delle persone: «Proponiamo a chi abbia esperienza nella gestione di attività degli anziani di co-progettare e co-gestire insieme a noi questo servizio» dice Di Lernia, che chiarisce che non potrà escludere nessuno sebbene «una cooperativa avrà poco interesse. Non escludo nemmeno soggetti che non siano di Trani ma è di tutta evidenza che i parametri richiedono una conoscenza di questo territorio».
L’idea per Di Lernia sarebbe quella che il Comune la gestisse da sé con i propri dipendenti, ma chiarisce che questo è «impossibile. Rispetto al custode non so, perché non è materia di mia competenza. Presumo che nel momento in cui la gestione dovesse essere assegnata verosimilmente ci si porrà il problema di valutare l’effettiva utilità ancora di quella presenza perché chi avrà il servizio avrà le chiavi della villa».
Al comitato interno di villa Guastamacchia Di Lernia invece risponde: «A Trani si discute di cose che non esistono. Nessuno ha mai parlato di far pagare un contributo. Quando ho incontrato il comitato ho ribadito che la villa sarà un patrimonio di tutto il quartiere».
Federica G. Porcelli

