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Secondo in Puglia, sedicesimo in Italia: per Bricoman a Trani in ballo oltre cento posti di lavoro. Bottaro: «Abbiamo già perso tanti treni, parliamone»

Se arrivasse a Trani, sarebbe il sedicesimo in Italia ed il secondo in Puglia, dopo quello di Cavallino, in provincia di Lecce. Curiosamente, ve ne è uno proprio in quella città del bergamasco, Dalmine, dove ha sede il termovalizzatore gemello di quello che si sarebbe dovuto realizzare a Trani.

Ma quella è un’altra storia, ormai archiviata con un gran nulla di fatto. Oggi, invece, la nuova opportunità è sul piano delle grandi attività produttive e si chiama Bricoman, multinazionale del bricolage che si autodefinisce come «il più grande specialista di prodotti tecnici professionali per la costruzione e ristrutturazione della casa, con vendita sia all'ingrosso, sia al dettaglio».

L’ipotesi di un insediamento Bricoman a Trani (non di un ipermercato, come affermatro da più parti) non è mai stata resa ufficialmente pubblica, ma si è recentemente evinta da un botta e risposta fra Pd e Trani a capo in merito ad una proposta di nuova perimetrazione di un comparto del Piano urbanistico generale, nell’area della strada provinciale per Andria, nata proprio sulla base dell’istanza presentata dalla società già da almeno tre anni. Tommaso Laurora, consigliere comunale del partito di maggioranza relativa, ha chiesto la rapida istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione, «perché l'interesse pubblico non venga mai meno».

L’ex candidato sindaco del movimento civico, Antonio Procacci, è invece del parere che «le regole esistono già, basta solo osservarle». Da lì a poco, il neo dirigente dell’Area urbanistica, Gianrodolfo Di Bari, intervenendo in un convegno con ingegneri, architetti e geometri, affermava a sua volta che «l’urbanistica può certamente muovere l’economia, ma, preliminarmente, deve gestire il territorio».

Sullo sfondo, si staglia la consueta dicotomia: posti di lavoro che arrivano, da un lato, posti di lavoro che si perderebbero, dall’altro, soprattutto con riferimento ad una serie di attività cittadine le cui sfere d’interesse sarebbero tutte comprese nel nuovo centro. Ma, allo stato, si discute di ipotesi perché, senza una deliberazione di consiglio comunale, non si procederebbe.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, tirato per la giacca nella polemica, non manca di dire la sua: «Le posizioni dei due consiglieri e, soprattutto, del dirigente, sono rispettabilissime e tutte condivisibili.  È chiaro che sono problematiche importanti, che richiedono la massima concertazione, come osserva il consigliere Laurora, così come è pienamente condivisibile anche l'intervento di Trani a capo, perché comunque ci sono delle norme che vanno rispettate, soprattutto se applicabili all'ubicazione a Trani di un insediamento produttivo di grande scala e considerevole ricaduta occupazionale sul territorio».

Ma come porsi rispetto alla forbice fra l’occupazione che arriverebbe e quella che si perderebbe? «L’insediamento produttivo non toglie assolutamente lavoro – è la certezza di Bottaro -, perché di soggetti che lavorano prevalentemente all’ingrosso e, quindi, non tolgono spazio alle attività produttive già presenti sul territorio. Rispetto ai ben noti Leroy Merlin e Brico casa, stiamo parlando di un insediamento ancora più settoriale con una importante ricaduta occupazionale di oltre cento posti di lavoro, gran parte dei quali riservata a cittadini di Trani. Troppe volte ci siamo lamentati delle occasioni perse a beneficio di altre città, questa volta la chance l’abbiamo noi e dobbiamo giocarcela nel migliore dei modi. Questo non toglie – chiarisce Bottaro – che siamo disponibili ad aprire tranquillamente un tavolo con i soggetti che potrebbero ritenersi pregiudicati dall’avvento di questa nuova struttura, anche se io ritengo che così non sia».


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