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Degrado del cimitero di Trani, assolto in appello l'ex sindaco Tarantini: «Il fatto non sussiste». Le altre decisioni

Assolto «perché il fatto non sussiste». Per l'ex sindaco di Trani, Pinuccio Tarantini, il processo derivante dall’inchiesta sul degrado del civico cimitero si è concluso nel migliore dei modi, nella misura in cui la Seconda sezione della Corte d’appello ha riformato la condanna di quattro mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Trani a carico dell’ex primo cittadino, difeso dall’avvocato Filiberto Palumbo.

La stessa sezione giudicante ha anche sostituito la pena detentiva inflitta a Corrado Cisotti e Gabriele Dell'Oglio (alternatisi alla presidenza della cooperativa Re Manfredi, che all’epoca gestiva i servizi cimiteriali), difesi da Cataldo Torelli, da quattro mesi alla sanzione pecuniaria di 1140 euro ciascuno, revocando contestualmente il concesso beneficio della sospensione condizionale della pena.

Per quanto riguarda l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, difeso da Luigi Puca e Giacomo Ragno, che in primo grado era stato condannato a sei mesi, il presidente ha disposto di non doversi procedere in ordine al reato ascrittogli con riferimento alle condotte consumate fino al 20 marzo 2008, perché estinto per intervenuta prescrizione, e ha rideterminato la pena per la residua imputazione in quattro mesi di reclusione oltre alla rifusione delle spese processuali.

Titolare dell’inchiesta, avviata nel 2008, era stato il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, che aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di dieci persone coinvolte a vario titolo in quell’indagine. Dal processo di primo grado, però, erano scaturite le citate quattro condanne e l’assoluzione degli altri ex imputati.

I capi d’imputazione andavano dall’interruzione di pubblico servizio all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture, dall’omissione d’atti d’ufficio all’omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari, dall’omissione di lavori su costruzioni in degrado al falso ideologico.

Entro 90 giorni avrà luogo il deposito della motivazione della sentenza di secondo grado.


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