Svelati i tanti misteri tenuti celati anche ad associazioni di categoria (almeno si pensa) ecco che trapelano notizie prima ignote. Il nuovo (eventuale) insediamento del Grande centro commerciale della distribuzione previsto sulla strada provinciale Trani-Andria “scomoderà” il consiglio comunale della città di Trani, quando affronterà la “questione urbanistica” legata, in conseguenza, alla nascita del nuovo colosso in un territorio che di colossi ne ha subiti tanti nel corso degli ultimi vent’anni.
Le conseguenze le conosciamo bene e il risultato è stata solo “l’illusione” di quei posti di lavoro che incantarono sindacalisti e politici in cerca di facili consensi e qualche cosa di più.
Il consiglio comunale tranese, quindi, potrebbe decidere di “favorire” l’allocazione del capannone della futura, grande attività di vendita al pubblico, alle imprese, alle aziende, agli artigiani, ai commercianti non solo di Trani ma dell’intero territorio con conseguenze quindi su tutta l’area anche se la politica del territorio continua a fare come Pasquale nel film di Totò.
Sull’argomento torna l’associazione di categoria Unimpresa Bat la quale, sostenuta da aziende del settore, piccole e medie, che si sentono realmente “minacciate” dall’avvento del “Colosso di Trani” in un periodo storico particolarmente delicato con una tensione sociale alle stelle.
Secondo il presidente, Savino Montaruli, «la nascita di questo colosso della distribuzione di materiali all’ingrosso e al dettaglio che potrebbe nascere sulla provinciale Trani-Andria si dice porterebbe con sé un centinaio di posti di lavoro. Ebbene, premesso che non conosciamo né la “qualità” di questi paventati nuovi posti di lavoro, né altro nel merito e che le esperienze di questa terra parlano chiaro in tal senso alla luce di quanto accaduto negli ultimi diciassette anni, sono certo che il consiglio comunale di Trani, tutti i consiglieri comunali di Trani, la classe politica, dirigente e sindacale tranese, ma non solo tranese, tengano conto che quella dei posti di lavoro è un’arma a doppio taglio. Solo gli schiocchi non tengono conto che è il saldo quello che conta e il saldo parlerebbe, in questo caso, della messa in crisi di moltissime centinaia di aziende di settore, anche tranesi, piccole e medie, specializzate, che sviluppano molte migliaia di posti di lavoro».
Sempre a detta di Unimpresa, «la nascita del “Colosso di Trani” potrebbe addirittura generare una crisi di fatturato di oltre il 40% in negativo sull’indotto, e questo si aggiungerebbe al calo già registrato negli ultimi tre anni, di oltre il 55%. Sbaglia e sbaglia di grosso, quindi, chi forse solo per distrarre gli interlocutori e gli stessi cittadini dai ben più gravi ed impellenti problemi persistenti su un territorio che si è sempre fatto sfuggire le “vere” e “buone” opportunità di lavoro e di sviluppo dell’occupazione, soprattutto giovanile, sembrerebbe sostenere a spada tratta questo illusorio “Miracolo per Trani”. Se proprio si vuole parlare di rimpianti per occasioni perse – prosegue Montaruli – allora sarebbe il caso che si concentri l’attenzione più sugli sprechi di occasioni e di pubbliche risorse. Quelle risorse erano ed avrebbero dovuto essere il volano per lo sviluppo, la crescita ed il progresso di questa terra e del suo tessuto economico e produttivo, ma un sistema chiuso in egoismi ed egocentrismi, senza prospettive, senza ambizioni e soprattutto senza una visione di sviluppo del territorio che mettesse insieme quella rete di interessi che, foss’anche legittimamente, ognuno, invece, ha voluto coltivare nei campi solitari oggi inariditi ed incolti».
Montaruli conclude affermando che quelle occasioni perdute per sempre non sarà certo il “Colosso di Trani” a farle riaffiorare, quindi le nostre ragioni del dissenso e preoccupazione sono più che legittime e vanno sostenute perché le aziende e le imprese che oggi manifestano timori e preoccupazioni sono quelle che producono e depositano i loro ricavi sul territorio come fossero semi per altre iniziative economiche e sociali, mettendoli in circolo e soprattutto sostenendo l’economia locale anche quando gli altri arraffano e scappano via. Sono certo, siamo certi che il punto all’ordine del giorno sull’argomento sarà oggetto di rinvio e che nel frattempo, come ha detto di voler fare il sindaco di Trani Bottaro, proprio su nostro suggerimento ed invito pubblico, venga avviato il tavolo di concertazione con tutte le parti in causa, a cominciare da noi»


