Il Piano di riordino ospedaliero è stato finalmente varato, lasciando "l’amaro in bocca" e tante perplessità che inducono ad alcune riflessioni politiche e di politica sanitaria.
Il Piano di riordino ospedaliero è un "percorso complesso di adeguamento degli ospedali a standard omogenei di assistenza, qualità e sicurezza". Un sistema complesso che deve essere governato con responsabilità, garantendo livelli assistenziali adeguati e il contenimento della spesa, onde evitare la chiusura di alcuni servizi o l’aumento delle tasse. Tutto questo si ottiene attraverso una sintesi delle sinergie interprofessionali, istituzionali e sociali. La parola d’ordine dunque per gli ospedali non è chiusura, ma "conversione" in strutture territoriali.
E allora ecco la prima riflessione politica: ma noi che c’entriamo con la "conversione ospedaliera", dal momento che oltre 4 anni fa fu già decretata la trasformazione del nostro ospedale in "ospedale territoriale"? Voglio ricordare il Consiglio comunale tenutosi nel salone delle conferenze dell’ospedale di Trani il 29-01-12, alla presenza del Direttore Generale dott. Gorgoni, dell’allora Sindaco di Trani dottor Tarantini e dei consiglieri comunali rigorosamente con camice bianco, una bella testimonianza politica del legame dell’intera città alle sorti dell’ospedale, la cui sopravvivenza era a rischio.
E perché non ricordare ancora la conferenza stampa avvenuta il giorno 8 maggio 2013, sul nostro Ospedale, nel nostro Ospedale, con tanto di documento dal titolo accattivante che riporto integralmente:
“Rifunzionalizzazione Ospedale di Trani, alla presenza di:
Elena Gentile - Assessore alla Salute e al Welfare Regione Puglia
Giovanni Gorgoni - Direttore Generale Asl Bt
Carlo Di Terlizzi - Direttore Sanitario Asl Bt
Bernardo Capozzolo - Direttore Amministrativo Asl Bt
Luigi Riserbato - Sindaco di Trani”.
Riporto uno stralcio del documento di rifunzionalizzazione dell’Ospedale di Trani, presentato nella conferenza stampa: «La rifunzionalizzazione dell’Ospedale San Nicola Pellegrino di Trani prevede un percorso di riconversione della struttura in “Ospedale territoriale». Il modello già sperimentato con successo in altre realtà territoriali consente percorsi di cura integrata. La struttura sarà in grado di offrire un modello di assistenza rispondente alle esigenze del territorio attraverso la realizzazione di un centro polifunzionale, il potenziamento dell’assistenza territoriale e l’attivazione di nuovi servizi. L’Ospedale quindi non sarà depotenziato, ma diventerà un importante punto di riferimento, un esempio di organizzazione creativa e innovativa dell’assistenza sanitaria” Sembra di leggere un libro dei sogni, a tratti commovente.
E ancora, in un altro punto del documento:
«in particolare il piano prevede:
Area Ospedaliera
Resta l’Unità Operativa di Medicina…
Resta l’Unita Operativa di Lungodegenza…
Resta l’Unità Operativa di Gastroenterologia…
Resta attivo il Pronto Soccorso…
Innovazioni:
Viene Attivata l’Unità Operativa di Riabilitazione
Viene potenziata la Dialisi
Vengono attivati Day Surgery di Chirurgia – Ortopedia – Urologia – Ginecologia …
Viene realizzato un Core-Lab, un laboratorio unico per tutto il territorio aziendale, … ecc.
Lavori in corso:
Vengono immediatamente avviati i lavori di rifunzionalizzazione
del Pronto Soccorso.
Vengono avviati i lavori di riqualificazione delle Sale Operatorie
che saranno attivate entro l’estate”.
Questo era il Piano. Insomma una riconversione con tanto di documento, particolareggiato, presentato come un modello di sanità avanzato. E poi cosa è accaduto?!? Le Sale operatorie ancora chiuse, il reparto di Ematologia trasferito, il Centro di Rianimazione in procinto di essere trasferito, una nota della Direzione Asl di trasferimento del Laboratorio Analisi, poi sospesa per grazia ricevuta; stava per essere trasferita l’unità di Oncoematologia ed anche in questo caso solo la combinazione di una buona azione politica locale e la protesta della città ha scongiurato tale ipotesi; della Casa del Parto neanche a parlarne... anzi no: ricordiamo che la struttura completata e pronta a partire ormai da anni, è stata in parte occupata dal Consultorio; e che dire del Pronto Soccorso declassato a Punto di primo intervento, i cui tempi di consegna della nuova struttura, tra l’altro, non sono ancora noti? ecc.ecc
Insomma quante volte dobbiamo “convertirci” ?? E quante volte dobbiamo essere presi in giro? La sensazione che si ricava è una confusione programmatica per scelte estranee ai reali bisogni dei territori, incuranti dello spreco delle risorse economiche per strutture che poi magari non saranno utilizzate, perché nel frattempo si cambia idea o peggio si dimentica ciò che si era deciso. Abbiamo presentato una richiesta scritta, frutto dell’impegno della Commissione Sanitaria voluta dal nostro Sindaco e l’ abbiamo consegnata in Regione tramite l’ assessore regionale Santorsola. A questa richiesta, non è pervenuta, per ora, nessuna risposta scritta e ad oggi, devo constatare che ancora una volta Trani è stata tenuta in scarsa considerazione.
Io chiedo al nostro Sindaco Amedeo Bottaro che si adoperi per un incontro urgente con il Presidente e Assessore regionale alle politiche sanitarie Michele Emiliano, per la salvaguardia del diritto alla salute per la nostra città, visti gli impegni non mantenuti del recente passato, affinchè ancora una volta, il danno non si traduca in una beffa.
Carlo Avantario

