Il finanziamento di quasi un milione di euro, in favore dell’implementazione di Palazzo Beltrani, è a rischio nella misura in cui quattro comuni hanno proposto ricorso al Tar avverso la loro esclusione dai benefici concessi dalla Regione Puglia nell'ambito degli appositi finanziamenti comunitari. Pertanto, Palazzo di città sì cautela costituendosi in giudizio contro ciascuno dei municipi che vogliono tornare in graduatoria: se questo accadesse, Trani rischierebbe a sua volta di scivolare alcuni posti indietro e, di conseguenza, l’esclusione.
E questo potrebbe determinare anche un grosso danno economico a carico dell'ente, perché, nel frattempo, una prima parte di quel finanziamento è stata utilizzata, con un’anticipazione di cassa del Comune per bandire ed aggiudicare una prima parte dei lavori previsti, pari a 190mila euro.
Il procedimento risale alla fine del 2015, quando il dirigente del Servizio beni culturali della Regione Puglia pubblicava la graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili e non ammissibili a finanziamento, nell'ambito di interventi di recupero e valorizzazione di beni storici e culturali dei comuni pugliesi che avevano manifestato interesse a partecipare a quell’iniziativa.
Il comune di Panni, in particolare, ha proposto ricorso al Tar Puglia contro il diniego al recupero e valorizzazione dell'ex convento della Madonna del Bosco. Il Comune di Cavallino s’è visto a sua volta respingere un altro progetto relativo al suo territorio urbano, e lo stesso dicasi per i comuni di Nociglia e Seclì: tutti hanno intrapreso la strada del Tar e, in tutti e quattro i casi, il Comune di Trani ha ritenuto doveroso costituirsi e resistere in giudizio per salvaguardare gli interessi, «essendo controinteressato in quanto aggiudicatario dei finanziamenti nella graduatoria finale del procedimento contestato dai ricorrenti – spiega il dirigente del Settore contenzioso, Carlo Casalino - e quindi direttamente ed attualmente interessato alla decisione di conferma della validità ed efficacia dei provvedimenti impugnati, nonché al rigetto dei ricorsi promossi».
In tutti e quattro i casi, pertanto, si sono conferiti incarichi all'avvocato Francesco Caputi Iambrenghi, di Bari, per il patrocinio legale della difesa dell'amministrazione comunale nei giudizi proposti, ciascuno al costo di 2000 euro.
Tuttavia, il Comune di Seclì ha già visto respinta dal Tar la sua richiesta di sospensiva: un precedente che incoraggia perché, a cascata, il tribunale amministrativo potrebbe decidere allo stesso modo anche per gli altri comuni ricorrenti e confermare lo status quo che vede Trani beneficiaria del finanziamento.
