Risale al 9 aprile 2014 lo stato di agitazione, tuttora vigente, in Amet Spa. I motivi sostanziali della protesta, come all'epoca illustrato, sono legati all'assenza di un piano industriale dell'azienda, sebbene, in quel tempo, i sindacati puntassero il dito contro il Consiglio di amministrazione in carica in quella data.
A quanto s'è appreso, l'assenza di nuovi documenti sindacali, da quella data, certicherebbe il fatto che lo stato di agitazione non sia stato mai revocato, e quindi si appresti a spegnere la seconda candelina.
In realtà, tornando al «casus belli», viene da chiedersi come mai, lo scorso anno, le luci su Santa Teresa si siano spente sempre in presenza dello stesso stato di agitazione.
Peraltro, non si può non dimenticare che anche la Polizia locale si è trovata nelle stesse condizioni durante la festa patronale di San Nicola Pellegrino, ma poi, per rispetto della tradizione religiosa e della cittadinanza, gli agenti, soprattutto i precari, avevano sempre sospeso la protesta per garantire tutti i servizi, compresi quelli «non di emergenza».
Ma va anche richiamata la circostanza per cui, in casi di vera emergenza, la risposta dei dipendenti di Amet c’è stata tutta: basti ricordare il blackout cittadino della vigilia di Natale, che costrinse le squadre di pronto intervento a trascorrere quella notte al lavoro, deviando linee e realizzando scavi d’urgenza pur di tenere la città alimentata.
