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Palestre scolastiche, nella girandola degli emendamenti "sì" a quello di Trani a capo: «Libero accesso ad alunni di famiglie meno abbienti»

Oltre quello respinto cui si fatto riferimento ieri, presentato da Pasquale De Toma, di Forza Italia, sono stati tre gli emendamenti bocciati, proposti da Luisa Di Lernia e Antonella Papagni del Movimento 5 stelle, e uno accolto, suggerito da Aldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi, di Trani a capo, in merito alla delibera del consiglio comunale di ieri riguardante la regolamentazione dell’uso delle palestre scolastiche da parte delle società sportive.

Quello promosso, relativo all’articolo 15, «Canone e deposito cauzionale», avrà un altro comma: «I concessionari quale beneficio per la scuola possono prevedere gratuità per l’accesso a corsi sportivi di studenti della scuola stessa di famiglie aventi condizioni economiche che non permettono la frequentazione presso associazione sportive. Gli studenti saranno individuati dal dirigente scolastico nel numero indicato dall’associazione».

Di Lernia e Papagni hanno ravvisato due contrasti con «l’articolo 10 comma 1 della Legge Regione Puglia 33/2006 “Norme per lo sviluppo dello sport per tutti”» in merito agli articoli 4 e 5 della delibera. L’articolo 4 recita: «Le palestre scolastiche vengono concesse ad associazioni sportive iscritte all’albo delle associazioni del Comune di Trani, affiliate a federazioni o ad enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni per lo svolgimento di attività e manifestazioni di interesse pubblico e sportivo, ad associazioni non sportive iscritte all’albo delle associazioni del Comune di Trani e ad altri soggetti che ne facciano richiesta per esercitare attività sportiva, ludico motoria avente quale finalità il benessere psico-fisico». Le due consigliere hanno proposto di cassare la parte finale in quanto quell’articolo della legge regionale recita: «Le palestre, le sale ginniche e le strutture sportive aperte al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quote sociali di adesione, per l’esercizio di attività motorie finalizzate a contribuire a un corretto sviluppo, mantenimento o recupero psico-fisico della persona utilizzano la presenza di almeno un responsabile tecnico munito di laurea in Scienze Motorie o titolo equipollente cui è assegnata la responsabilità dell’applicazione dei programmi attuati nella struttura. Gli altri istruttori, con rapporto di lavoro disciplinato ai sensi di legge, devono essere opportunamente qualificati e muniti di brevetti o titoli rilasciati dalle competenti federazioni sportive ed enti di promozione sportiva». Anche per quanto riguarda l’articolo 5, le due pentastellate hanno ravvisato l’assenza della figura del responsabile dell’attività, da considerarsi un tecnico, cioè sempre una figura di laureato in scienze motorie.

Il terzo emendamento, considerato irricevibile perché assente il parere dell’ufficio di ragioneria, era quello dell’articolo 17: «I proventi che il Comune di Trani incamererà per l’utilizzo delle palestre scolastiche saranno utilizzati per acquisto di arredi nelle rispettive scuole; i proventi saranno contabilizzati scuola per scuola e così resi in forniture». La proposta di modifica di Di Lernia e Papagni richiedeva che invece i proventi venissero utilizzati «esclusivamente per la manutenzione delle palestre scolastiche e per l’acquisto di attrezzature sportive, al fine di non disperdere le risorse economiche nell’acquisto di arredi scolastici di vario tipo che possono invece trovare altre forme di copertura finanziaria».

Federica G. Porcelli

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