ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Dopo il successo di Trani, «Novantadue» sbarca nelle isole. Corallo: «Portiamo in scena una mafia senza retorica»

Cinque date in Sardegna, altre cinque in Sicilia. «Novantadue», lo spettacolo teatrale scritto da Claudio Fava e diretto da Marcello Cotugno, portato in scena dalla compagnia Bam teatro, dopo il successo di Trani si spinge sulle isole e, in particolare, in quella Sicilia al centro della storia raccontata, quella di Giovanni Falcone (Filippo Dini) e Paolo Borsellino (Giovanni Moschella), con le “interferenze” dei vari “volti del male” (Pierluigi Corallo).

Quest’ultimo ha vissuto l’emozione di tornare a recitare nella sua città, a distanza di oltre vent’anni dall’esordio, da giovanissimo, trasmettendo e condividendo emozioni grazie alla profondità del testo portato in scena: «Quando si sale sul palco – dice l’attore tranese - c'è sempre la tensione di voler dare il meglio che spesso, però, è nemico del bene. Avevo di fronte a me tantissima gente che conosco e la sensazione è stata quella di sentirsi abbracciati e, d'altro canto, dover portare rispetto per il racconto di un fatto importante che tutti conosciamo”.

Il ritmo, i tempi, le luci. I toni scherzosi sì di amici al lavoro, ma anche drammatici di vite spezzate. La tensione degli inviti a cedere ai ricatti, puntualmente declinati e il fermo ottimismo nel futuro, nel nuovo, nei giovani. «È grazie all’eccellente lavoro di regia di Marcello Cotugno che dobbiamo l’atmosfera ricreata – continua Corallo –, ma è anche grazie al pubblico in sala. Ogni pubblico, senza saperlo, condiziona i tempi, dà senso ai silenzi, così da rendere lo spettacolo non solo una messa in scena, una mera recita di un copione, ma un’immedesimazione nella personalità che si vuole far conoscere, che si vuole far arrivare nel cuore di chi assiste. È il lavoro dell’attore che prende forma anche sulla base del suo pubblico».

Questo spettacolo ha, però, una particolarità, ovvero l’adesione civile alla causa che si sposa. «Ho interpretato, alternando, molteplici personaggi. Ma a Vincenzo Calcara mi sono affezionato particolarmente – ammette Corallo -, uomo incapace di raccontare la trattativa, uomo che ci somiglia, somiglia ad ognuno di noi che, dopo vent'anni, siamo sgrammaticati, continuiamo a generalizzare. Falcone diceva che ogni volta che si usa una generalizzazione sulla mafia, si fa un piacere alla stessa. Noi lo facciamo, incapaci di raccontare».

Nessuna generalizzazione, dunque. Nessun eroe, non è fantascienza, dovrebbe essere realtà, la quotidiana realtà. «È  necessario rifuggire dalla retorica quando si tratta di questi temi, bisogna chiamare le cose con i loro nomi. Su questi due uomini è stata fatta tanta retorica e lo scopo di questo spettacolo è stato anche quello di rendere l’idea di due persone nella loro normalità, ahinoi straordinaria, di lavoratori, amici, uomini ligi al proprio dovere, lontani da meccanismi di accomodamenti, compromessi». 

Notizie del giorno

Il Trani è tornato: 9-0 a Bisceglie È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Tra fare e strafare» Vittime del dovere, questore ne incontra le famiglie Volontariato e formazione: l’Oer Trani apre le candidature per il servizio civile Appuntamento con Trani, questa domenica focus su Giacomo Marinaro candidato sindaco Ufficiale, Marinaro è candidato sindaco: con lui cinque liste Storie di donne tra parole, musica e cinema al Polo Museale di Trani questo sabato e domenica «Forme per le Donne»: l’8 marzo al Beltrani il riconoscimento alle protagoniste del territorio Fiab e Save in prima linea per l’8 marzo: passeggiata tra le figure femminili della città L’8 marzo tra teatro e fiaba: il gruppo «Fabula lucana» porta in scena al Mimesis «Petrosinella» La voce delle donne al centro del confronto promosso dal dottor Briguglio, questa domenica a San Magno Via San Gervasio, anziana immobilizzata raggiunta e salvata dai vigili del fuoco Piazza Gradenigo, comitato si appella a Soprintendenza: «Salvateci dallo scempio pali» Mezzanotte e mezza, Porta a porta a Trani: bel pezzo senza dibattito. Valutiamolo noi La giurista che sfidò il suo tempo: Giustina Rocca rivive al Mimesis grazie alla penna di Stefania De Toma AGGIORNATO. Finale coppa: Squinzano 29 marzo, Trani 8 aprile Comunali, Di Leo sempre più lontano da Lega e Cdx: «Penso ad un progetto reale e sostenibile» Scompare a Milano Vincenzo Ventura, tra i primi capi scout del Trani 1° Referendum, gli elenchi di presidenti e scrutatori Tutto d'un tratto Trani: l'attesa di Galiano nell'ambulatorio di Guarriello Fine missione Nato in Bulgaria, fra una settimana i soldati del Nono rientrano a Trani Nicolino Di Meo, giovane testimone di fede: memoria e preghiera a Santa Chiara questo sabato