Un 38enne muratore di Trani, papà del piccolo Ignazio, un bambino di otto anni affetto da una malattia molto rara (unico caso in Italia), ha perso il lavoro per stare accanto al proprio figlio malato.
Ignazio due anni fa è stato sottoposto all'Ospedale Bambino Gesù a trapianto di midollo donato dalla mamma 35enne. Il bambino e i genitori sono stati ricevuti in udienza privata da papa Francesco, nella casa di Santa Marta in Vaticano.
«Un incontro di grandissima emozione, che ci ha colpiti profondamente e ci ha incoraggiato ad affrontare con più serenità questo nostro difficilissimo momento», racconta il papà, che dall'ottobre 2014 assieme al figlio e alla moglie è ospite a Roma, in Casa Bernadette, la struttura gestita dal Progetto Bambini dell’Unitalsi che ospita gratuitamente le famiglie con bambini ricoverati o in cura presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, di proprietà della Santa Sede. «Il Papa ci ha accolto come un padre premuroso, ci ha ascoltati e incoraggiati, assicurandoci che avrebbe pregato per il mio bambino e anche per me, per darmi forza per superare le difficoltà legate alla mia situazione». La moglie ha detto al Papa di essere «dispiaciuta e arrabbiata con Dio perché permette che bambini innocenti siano colpiti da mali così terribili». E il Papa, senza scomporsi, ci ha assicurato che «anche quel dispiacere è una forma di preghiera che Dio ascolta sempre».
Il muratore di Trani ha detto che il figlio dopo le cure a cui è stato sottoposto sta migliorando. Resta però il problema della mancanza di lavoro: «Per stare in questi ultimi due anni accanto al mio bambino e a mia moglie ho perso il lavoro e il momento è difficile. Io sono un muratore qualificato, ma sono disposto a fare qualsiasi lavoro onesto pur di aiutare la mia famiglia. Busserò a tutte le porte, non voglio perdere la speranza nella Divina provvidenza».
L'udienza con Papa Francesco è stata concessa grazie a un'iniziativa del bambino, firmatario di una lettera inviata in Vaticano nella quale chiedeva al Pontefice di pregare per lui. Immediata la risposta di Bergoglio, che lo ha subito invitato con mamma e papà a recarsi presso Casa Santa Marta per un incontro privato, anche perché il piccolo non può frequentare luoghi molto affollati a causa del trapianto. Ad accompagnare la famiglia è stato Emanuele Trancalini, presidente dell’Unitalsi di Roma e responsabile nazionale del Progetto bambini Unitalsi.
(fonte - La Repubblica Bari, articolo di Orazio La Rocca)
(foto tratta dal web)

