Il Comune di Trani parteciperà al bando europeo “Urban innovative actions” (Uia), emanato nel dicembre 2015, presentando un progetto nel settore dell’efficientamento energetico (energy transition).
Ai nostri microfoni nel corso di Appuntamento con Trani, l’assessore Felice Di Lernia ci aveva anticipato che i fondi di quel bando sarebbero stati eventualmente utilizzati per ristrutturare una parte della ex casa di riposo Vittorio Emanuele II: «Parliamo di bandi a sportello nei quali è difficile essere esclusi», aveva precisato.
Il bando promuove dei progetti pilota nel campo dello sviluppo urbano sostenibile negli ambiti di povertà urbana (con particolare attenzione ai quartieri più disagiati), integrazione di migranti e rifugiati, transizione energetica e occupazione e competenze nell’economia locale. In particolare l’amministrazione ha ritenuto che la tematica “transizione energetica” fosse maggiormente in linea con i propri obiettivi.
La partecipazione al bando era consentita ai comuni con più di 50mila abitanti per un contributo massimo ammissibile di 5 milioni di euro e l’impegno di spesa per il Comune sarà solo «virtuale, in quanto nella percentuale del 20 per cento possono essere conteggiati gli oneri per il personale impegnato nello svolgimento delle attività progettuali», perché tra le risorse umane dell’ente manca una figura professionale abilitata all’espletamento degli adempimenti relativi alla compilazione e trasmissione della domanda di finanziamento.
Federica G. Porcelli

