Malattia del gioco e scommesse: ce ne siamo occupati in un breve report intervistando un operatore del settore “Dedalo e Icaro” ed i dati che sono emersi sono stati alquanto sconcertanti.
Un piccolo aiuto però, forse potrebbe arrivare dal Comune e dall’assessore alle politiche sociali, Felice Di Lernia. Ai nostri microfoni infatti, egli disse: «Sto lavorando ad una regolamentazione del settore ed ho intenzione di predisporre, d’intesa con il sindaco, un’ordinanza che metta alcuni primi paletti nella giungla del gioco d’azzardo nel nostro paese e subito dopo un percorso che passi dal consiglio comunale attraverso l’approvazione di un regolamento comunale per la disciplina del gioco d’azzardo nelle sue varie forme (slot, scommesse, gratta e vinci)».
«Ho studiato una ventina di regolamenti comunali in giro per l’Italia – prosegue Di Lernia - e ho letto che la maggior parte di questi viene impugnata dal Tar quindi noi possiamo fare ben poco in questo settore, possiamo agire su alcune cose ma dobbiamo farlo, perché è evidente che siamo di fronte ad un fenomeno che rappresenta, in questo momento, uno dei maggiori motivi di crisi all’interno delle famiglie», anche di famiglie che, in assenza di vizio da gioco di uno dei familiari o dei coniugi, avrebbero potuto vivere un certo benessere.
Infatti, come abbiamo scritto, il problema non riguarda le famiglie più povere come si è indotti a credere, ma anche alcune che vivono in una condizione di agiatezza. E in Italia, secondo recenti inchieste giornalistiche, anche minorenni e adolescenti rischiano di finire nel vortice della ludopatia.
Federica G. Porcelli

