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Bottaro: «Troppi nove assessori? Oggi, a Trani, ne servirebbero novanta». Le dichiarazioni di Capone e D'Agostino

Con le due nomine formalizzate ieri, rispettivamente quella di Ivana D’Agostino (attività produttive, commercio, artigianato, finanziamenti comunitari) e Giovanni Capone (lavori pubblici, patrimonio, politiche abitative, infrastrutture e reti, servizi cimiteriali, rapporti con il consiglio comunale), la giunta Bottaro si allarga oltre il limite massimo che il sindaco si era posto (sette assessori) e diventa a tutti gli effetti una giunta politica. Infatti, entrambi i nomi sono riconducibili al Partito democratico. «La mia necessità era quella di allargare la giunta – ha detto Amedeo Bottaro - perché abbiamo bisogno di aiuto visto che la situazione non è delle più facili. Ho completato la mia giunta per cui dobbiamo nuovamente accelerare per proseguire quello che finora è stato fatto. Capone rappresenta l’esperienza, una grossa esperienza del passato, D’Agostino la gioventù».

Capone è infatti una vecchia conoscenza del centrosinistra, essendo stato assessore già nella giunta Avantario proprio insieme a Bottaro: «Per me non è una novità anche se le condizioni della città sono molto cambiate. Le difficoltà di oggi sono evidenti a tutti. Gli ambiti del quale mi occuperò sono soprattutto incentrati sui lavori pubblici: il primo ambito è concreto e immediato e riguarda il quotidiano, le manutenzioni, la qualità della vita dei cittadini, e su questo c’è molto da fare per carenza di fondi, difficoltà oggettive e ritardi; il secondo pilastro sarà quello di tradurre una visione della città in progetti. Questa città non ha progetti, non ha una strategia. Inoltre, a Trani c’è il dramma della casa. Non si costruiscono case pubbliche da anni, il patrimonio è bassissimo anche se lo confrontiamo con quello di città limitrofe: Trani ha circa 400 case di edilizia economica popolare, Barletta 1500. Questo settore è stato trascurato e sarà al centro del mio impegno. La politica deve essere concreta ma deve avere dei sogni: il compito che ho ricevuto e questa amministrazione vogliono andare verso questa direzione».

L’avvento dell’assessore D’Agostino invece sarà per il primo cittadino «la freschezza e l’entusiasmo che serve nella giunta comunale». Rispondendo alla nostra domanda sul fatto se gli assessori fossero troppi, il sindaco ha risposto: «In questo momento, per le carenze strutturali che abbiamo in questo Comune, se potessi averne novanta ne metterei novanta. Dipende da che cosa si intende per assessore: se deve essere quello che dà l’indirizzo politico, come previsto dalla legge, cinque sono anche troppi. Adesso gli assessori, per via delle carenze strutturali, sono tutti a lavorare e fare di tutto, molto spesso a sostituirsi anche a funzionari, dipendenti, dirigenti».

D’Agostino è una risorsa completamente nuova ai radar dei politica, a parte una militanza, in passato, in Alleanza nazionale. Sulle sue deleghe, commenta: «Ho molte idee insieme alla giunta, perché lavoreremo tutti insieme, e sicuramente la prima cosa che c’è da fare è incontrare le associazioni di categoria e da lì partire con una rete sia con loro che con le attività. Poi ho molto entusiasmo e molte idee: andremo avanti con incentivi per la microimpresa e lavoreremo molto spesso». Rispondendo alla nostra domanda su cosa volesse replicare a Raimondo Lima, che l’ha accusata di incoerenza per via del suo passato da elettrice di centrodestra, il neoassessore ha detto: «Non ho molto da rispondere. Nella politica cittadina non ci sono colori ma voglia di fare».

Federica G. Porcelli


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