Preite capitano, Cuomo 14, Falcone 11, Serino 14, Galantino 13, Mazzilli 7, Liso 9. L’epilogo di stagione della Fratelli Lotti Juve Trani induce a non guardare tanto la sconfitta con Bari, in una gara peraltro ininfluente ai fini di un playoff mancato molte giornate prima, quanto piuttosto numeri e potenzialità di un gruppo di giovani sul quale si può, si deve lavorare.
Questi ragazzi sono cresciuti molto giocando insieme e giocando con Pasquale Scoccimarro e, se davvero si vuole cominciare a cambiare un po' le cose nel basket a Trani, sarebbe il caso di non ripartire l'anno prossimo con l'ennesima nuova squadra, ma investire su chi già c'è.
Il coach non fa una piega ed aggiunge: «Questi sono ragazzi con cui ho lavorato per diversi anni, li vedo quasi giornalmente ed è chiaro che investire su un progetto di questo tipo non è cosa da tutti, perché vorresti fare subito delle cose incredibili, ma questo non accade nell'immediato. Tuttavia, credo che questo sia un ottimo gruppo, che ha lavorato bene e che tutto sommato, per quello che è successo durante questo campionato, merita fiducia».
I quattro stranieri e gli altri giocatori passati attraverso la porta girevole del Trani di quest’anno sembrano confermare la sensazione che i grandi nomi vanno e lo zoccolo duro resta. Il bilancio sportivo non è in linea con le attese di entrare senza difficoltà nei playoff, ma proprio la partita con il Bari lascia intendere che c’è un’eredità da non disperdere: a maggior ragione di questi tempi, con le poche risorse disponibili, forse la strada è già tracciata.
