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L’architetto di Trani Silvia Cassetta al Din, il Fuorisalone “in” del Salone del mobile di Milano

Silvia Cassetta, giovane architetto tranese, è una delle protagoniste della settimana più importante del design internazionale. Sino al 17 aprile infatti esporrà le sue “creazioni” negli spazi dedicati a Promotedesign.it  con l’evento espositivo Din, design in, il Fuorisalone più “in”, in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile.

Dopo esperienze di lavoro in Italia e all’estero presso altri architetti associati, Silvia Cassetta apre il suo personale studio di progettazione architettonica e di design con la sua firma su design di pezzi unici di Furniture e Interior design. Lo studio “Knowarchitecture” ha una sede a Roma e un’altra in Puglia. La sua ricerca è molto sensibile al recupero di strutture e pezzi dismessi e la filosofia del suo design è volta ad affrontare soluzioni che considerino il progetto un modo per migliorare la vita e non solo la forma. La Cassetta ha alle spalle anche esperienze internazionali molto formative. Dopo la laurea, infatti, è presso lo studio di architettura di Alberto Ferlenga Associati a Milano e partecipa a numerosi workshop internazionali di architettura, con una “summer experience” a Miami, nello studio di R. Behar. Nel 2008 consegue il Master in Interior Design presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Dal 2008-2009 lavora in “Design International” a Londra, società inglese che realizza grandi progetti di retail design e resort.

Il suo motto è: «L’architettura è la concretezza del sogno». La progettualità non può essere separata dal rapporto con l’ambiente, dunque è spontaneo il suo interesse per l’applicazione della bioarchitettura ai suoi progetti, perché, come lei stessa sostiene, «l’unica regola da rispettare sempre è l’amore per la natura e la naturalezza delle cose».

Nuove linee dinamiche hanno generato le sue collezioni di design che uniscono la ricerca innovativa delle forme alla tradizione dei materiali. Ed è in questo solco che si inscrive l’ultima sua creazione: Lira.La collezione Lira (nome latino di “solco”) consiste in piccoli tavolini, realizzati esclusivamente con basi in pietra recuperate da segherie di marmo pugliesi. L’idea è quella di dare un valore a ciò che è stato “base di lavoro” per la creazione di altri pezzi. Le pietre utilizzate sono infatti piene di solchi e graffi, risultato casuale di precisi tagli di lavorazione, che i dischi rotanti diamantati effettuano per scolpire altri elementi in pietra, con precise identità. Lira rende, invece, protagonisti i materiali di risulta, solcati e segnati, che altrimenti andrebbero buttati. È un design che rilegge con nuove identità le basi; scarti che, con i loro segni, offrono letture più interessanti di una semplice superficie liscia.

Su Lira fanno bella mostra di sé altre creazioni a sua firma come la Pipoliva e Cerasì, due oggetti simili ad una pipa per degustare con eleganza e senza sporcarsi le mani rispettivamente le olive da aperitivo oppure le ciliegie, consentendo di disfarsi del nocciolo attraverso un leggero soffio di classe, deponendolo nel manico cavo degli oggetti stessi. L’intento è proporre un nuovo modo, quasi un rito della degustazione, che rende onore al frutto prezioso dell’ulivo o a quello goloso del ciliegio. Oggetti in ceramica dal design seducente, degni di banchetti metropolitani dove il design è a servizio di eleganza e funzionalità. Pipolva o Cerasì si possono appendere al collo come se fossero gioielli, comodi da portare se si mangia durante banchetti in piedi. Completa la collezione oLive shell, un piattino da degustazione, anch’esso in ceramica tra gli ultimi oggetti concepiti dalla professionista tranese. Simile ad una conchiglia nella forma, permette di contenere olive e ciliegie e di deporre i noccioli, celandoli in una piccola cavità al suo interno. 

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