È disponibile da ieri sul sito internet del Comune di Trani l’avviso pubblico per la manifestazione d'interesse all’istituzione, in via sperimentale e temporanea, di aree parcheggio a pagamento da riservare alla sosta di bus turistici e veicoli in genere su aree private, ubicate nelle immediate vicinanze del centro storico o che comunque ne consentano un facile collegamento.
Di questo avevamo parlato nel corso di Appuntamento con Trani con il nostro ospite, il sindaco di Trani Amedeo Bottaro: «Vogliamo capire se esistono realmente queste aree e questo ce lo può dire il privato. La nostra area di partenza è il castello: possiamo parlare dell’area dell’ex distilleria o di via Finanzieri, perché ad esempio percorrendo via Romito a piedi si arriva nella zona monumentale della città. Tutto dipende dalla proposta che arriverà, sperando che arrivi, sulla quale lavoreremo. È importante lavorare in sinergia con il privato e poi organizzare un tavolo tecnico per lavorare su quel percorso. L’idea è quella di creare un parcheggio di interscambio».
Tra le critiche poi successivamente sollevate, quella in merito alla scelta di non ricorrere all’Amet per il trasporto in navetta. «Noi lavoriamo sugli errori del passato, che sono stati commessi perché chi fa sbaglia sempre. Ma col senno di poi si conoscono gli errori. Quell’iniziativa (il park & ride organizzato dall’amministrazione Riserbato, nda) aveva due pecche: la troppa lontananza rispetto ai luoghi di interesse storico; la gestione dell’Amet con la circolare».
Per quanto riguarda la prima «pecca», per Bottaro «un parcheggio a chilometri può interessare al turista, noi ci rivolgiamo alla città. Il residente tranese che vive a Capirro o Pozzo Piano vuole prendere l’auto per arrivare al porto: non posso certo rompere questa tradizione nell’arco di un mese, quindi voglio che si avvicini con l’auto quanto più possibile all’area di interesse».
Seconda "pecca", «averlo fatto gestire all’Amet con la circolare: non è questo il servizio che cerchiamo, ma un servizio di tipo turistico. Penso alle città come Otranto ed Ostuni che hanno l’apecar a fare questo servizio perché la circolare difficilmente entra nel centro storico ed ha maggiore attrazione. Amet non ha questi mezzi a disposizione. Non è escluso che quell’azienda potrà investire in quell’attività. Vi è la necessità di assolvere a un servizio. Noi siamo convinti che un servizio di interscambio a ridosso della zona monumentale della città possa funzionare».
A questo progetto si accompagna quello del parcheggio dei bus turistici: «Se l’area fosse in grado di contenere anche i bus, andrebbe benissimo. Saremo velocissimi, perché il problema della sosta per questa città è fondamentale. Magari riuscissimo a risolvere il problema della sosta nell’arco di trenta giorni».
Sui parcheggi a pagamento, «stiamo aspettando il piano industriale dell’Amet, perché non siamo sicuri di affidare il servizio ad Amet. L’azienda si aspetta dal Comune un piano di parcheggi, noi vogliamo capire se l’Amet sia in grado di gestire il parcheggio per come lo riteniamo noi e cioè una gestione integrata, che guarda allo sviluppo della città, alla gestione dei parcheggi interrati, al completamento del parcheggio interrato di piazza XX settembre. Non possiamo improvvisare».

