Assolto perché il fatto non costituisce reato. Si chiude così la lunga vicenda giudiziaria relativa alle giostre dell'imprenditore Piero Lestingi, accusato di invasione di terreni, deturpamento e violazione del Codice della navigazione.
Il giudice monocratico del Tribunale di Trani ha assolto il giostraio, al quale erano stati sequestrati i beni immobili che aveva, peraltro, tardivamente trasferito sull'area assegnatagli presso il lungomare Chiarelli.
La vicenda nacque nel 2004, quando il Comune dispose il trasferimento di tutte le giostre da piazza Plebiscito all'ingresso secondario della villa comunale: un imprenditore vi aderì; Lestingi no, dichiarando di non volersi trasferire in una zona demaniale nella quale sarebbe risultato, di fatto, abusivo.
Le giostre furono così oggetto di trasferimento coatto e rimasero abbandonate in quella zona per lungo tempo.
Successivamente, nel 2011, Lestingi decise di attivare altre attrazioni in quello stesso luogo, ma quel punto arrivò il sequestro preventivo di quanto da lui allestito.
Il difensore di Lestingi, Luigi Mastromauro, ha però dimostrato che l'ordinanza del 2004 non era mai stata revocata, né modificata e, dunque, il giostraio avrebbe potuto occupare quell'area nella quale, peraltro, era stato invitato a trasferirsi.
Nella vicenda il Comune è stato parte offesa, ma non si è costituito parte civile.
(fonte, La Gazzetta del Mezzogiorno)
