Come non bastassero gli innumerevoli problemi e censure che la Corte dei conti ha sollevato, da un anno a questa parte, con riferimento al quadro economico e finanziario del Comune di Trani, un altro problema potrebbe profilarsi relativamente ai fondi incentivanti del personale di Palazzo di città.
Lo lasciano intendere il presidente ed il vice presidente della Rappresentanza sindacale unitaria, rispettivamente Sergio De Feudis e Giuseppe Lorusso, in una nota inviata al sindaco, Amedeo Bottaro, all' assessore al personale, Debora Ciliento, a quello alle finanze, Luca Lignola, nonché a segretario generale, presidente del Collegio dei revisori dei conti e, per conoscenza, alla stessa Corte dei conti.
In particolare la Rsu fa riferimento ai fondi incentivanti per gli anni 2014, 2015 e 2016. In una seduta dello scorso marzo si era già ribadita «l'obbligatorietà da parte della pubblica amministrazione – si legge nella nota – all’approvazione di questi benefici economici in favore dei dipendenti comunali, più volte da noi sollecitati. A tutt'oggi, però - scrivono De Feudis e Lorusso - rileviamo l'inerzia da parte dei responsabili dell'ente nella convocazione dei tavoli di delegazione trattante. Eppure – fanno notare - la Corte dei conti, con la pronuncia numero 98 del 2015, ha ribadito la configurazione del danno patrimoniale in cui incorre l’ente qualora quest'ultimo non si attivi affinché venga ripartito in fondo incentivante per ogni singolo anno, e dal quale scaturiscono le indennità dovute ai dipendenti per salario accessorio».
De Feudis e Lorusso, pertanto chiedono di porre in essere quanto già raccomandato, «per evitare potenziali azioni legali, singole e/o collettive da parte di dipendenti comunali che, non vedendo riconosciuti i propri diritti, potrebbero ricorrere alla competente autorità giudiziaria».
