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Ricapitalizzazione Amiu, l'advisor indica al Comune di Trani la strada: «Separare i servizi dagli impianti»

Amiu Spa si può ancora ricapitalizzare, ma è necessario scorporare l'azienda separando la gestione dei rifiuti da quella degli impianti: la prima è ancora oggetto di un esercizio definito, quanto meno, in pareggio; l'altra, invece costituisce fonte di perdite che vanno frenate con la chiusura definitiva della discarica.

È questo, in sintesi, il programma di ricapitalizzazione che l'advisor di Amiu Spa propone all'azienda e al Comune di Trani

Il piano economico finanziario, redatto dal professor Donato Madaro, ha ufficializzato il patrimonio netto negativo di Amiu in 4.736.000 euro. Si tratta della somma risultante dal capitale sociale (1 milione di euro), riserva legale (50.000), altre riserve (600.000), utili portati a nuovo (360.000), perdite portate a nuovo (4.648 mila), perdita di esercizio 2015 (2.100.000). Per ricapitalizzare la società, secondo le conclusioni del piano presentato, Madaro consiglia il modello dell’in house providing, definito «il più congruo e, forse, l'unico per traghettare la gestione del servizio rifiuti nel nuovo modello di bacinizzazione previsto dalla normativa nazionale e regionale in materia».

Infatti, l'Ambito di raccolta ottimale, lo scorso 5 giugno, ha adottato il nuovo modello gestionale della raccolta dei rifiuti associando le tre città di Barletta, Trani e Bisceglie come gestore unico mediante la costituzione di una nuova società, “in house”, partecipata dai tre comuni convenzionati. Inoltre la giunta comunale, lo scorso 31 dicembre, ha approvato un Piano di razionalizzazione delle società partecipate che prevede che l'amministrazione procederà, previa scissione del ramo impianti della gestione del servizio, alla costituzione di un soggetto unico per la gestione dei rifiuti a totale partecipazione pubblica. «Qualsiasi altra scelta in merito si porrebbe in contrasto con l'approccio unitario prefigurato dalla normativa statale e regionale - sottolinea il professor Madaro -, che dovranno consentire economie di scala idonee a massimizzare l'efficienza del servizio».

Alla luce delle risultanze del Piano economico finanziario redatto dall’advisor, relativo al triennio 2016-2018, «Amiu presenta una situazione di equilibrio economico già a partire dal 2016 – fa sapere Madaro -, a seguito dell'adeguamento del contratto di servizio con il Comune di Trani (passato da 5 a 11 milioni di euro, ndr), nonché dal mancato sostenimento dei costi per la gestione post mortem della discarica che, a partire dallo scorso 1mo gennaio, sono a totale carico del Comune. La condizione di equilibrio economico risultante dal piano nel triennio viene raggiunta senza prendere in considerazione una serie di criticità legate alla gestione degli impianti - sottolinea Madaro -, con particolare riferimento ai rischi societari che potrebbero derivare dai contenziosi legali in corso, nonché da quelli relativi al mancato utilizzo dei fondi di accantonamento post mortem della discarica e dell'eventuale reintegro del conto corrente vincolato per la post gestione».

Sulla base di questi presupposti, Madaro ribadisce «la necessità di ricapitalizzare Amiu per un importo minimo di 4.786.000 euro. Qualora i rischi di cui sopra dovessero concretamente manifestarsi, il socio potrebbe ritrovarsi nelle condizioni di procedere ad ulteriori ricapitalizzazioni, con possibili responsabilità erariali. Per assicurare la continuità gestionale per il ramo servizi, eliminando nel contempo qualsiasi rischio per il socio di vanificare la ricapitalizzazione operata – conferma l’advisor - non si ritengono motivi ostativi alla ricapitalizzazione della società optando, nel contempo, per la scissione per scorporazione del ramo impiantistico attraverso la creazione di una “bad company” nella quale fare confluire tutti i rischi ad esso collegati».

Tale operazione, peraltro, era stata proposta anche dal professionista incaricato dal Comune di Trani, Andrea Ziruolo, per l'attività di assistenza tecnica specialistica in merito alle soluzioni per la ristrutturazione della società sulla base dei risultati di esercizio 2014 ed infrannuale 2015 conseguiti dall’Amiu.

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