Ospiti recenti di Appuntamento con Trani ai nostri microfoni sono stati Emanuele Tomasicchio (lista Insieme) e Nicola Ventura (Pd).
Parlando della ricapitalizzazione dell’Amiu, il consigliere di maggioranza ha detto: «L’advisor (Donato Madaro, nda) aveva il compito di stilare un Piano economico finanziario triennale, da valutare, per capire se ci siano le condizioni o meno di fattibilità della ricapitalizzazione. Il Pef ha confermato la piena fattibilità del piano di ricapitalizzazione perché ha evidenziato che l’Amiu si è trovata in questa condizione per un evento straordinario causato da una gestione dissennata della discarica da parte dei precedenti gestori e di una serie di enti, cioè la falla nella discarica con la revoca dell’Aia e il problema ambientale. Questo ha fatto sì che la discarica cessasse il suo esercizio e ci sono stati due effetti negativi: la discarica ha comportato una diminuzione del patrimonio dell’Amiu; i mancati conferimenti hanno comportato dei mancati guadagni. Per questo, l’Amiu ha chiuso in perdita nel 2014 e nel 2015. Il Comune si sta facendo carico per l’anno in corso dei costi dell’emungimento del percolato. Il Pef ha messo in evidenza che fino al 2018 l’Amiu andrà in attivo e quindi ci sono le condizioni per la ricapitalizzazione. C’è stato un incontro in Regione e si è arrivati a individuare e sbloccare la possibilità dell’utilizzo dei fondi del post-esercizio, che saranno utilizzati per la copertura della discarica e per l’impianto di captazione del biogas che viene considerato funzionale al progetto di bonifica e messa in sicurezza della discarica. Appena completato l’iter amministrativo, la discarica avrà quindi un piano di rilancio tutto suo, staccato dal piano di rilancio Amiu servizi».
Non è stato dello stesso avviso Tomasicchio: «Contesto punto per punto ciò che è stato detto sull’ipotesi di ricapitalizzazione. Siamo di fronte ad affidamenti illegittimi, come ho detto già in consiglio comunale, perché ciò che è stato deliberato dall’amministrazione in favore dell’Amiu è privo di qualunque fondamento giuridico. Si continuano ad affidare all’Amiu servizi che non può svolgere perché non ha l’iscrizione all’albo delle aziende che hanno le certificazioni ambientali, e il Comune nonostante ciò glieli dà. La città fa schifo, perché è in condizioni igieniche pessime e invece di fare contestazioni all’Amiu si tiene in piedi un amministratore che non sta facendo nulla per sistemare il problema della discarica, che potrebbe essere messa in sicurezza con interventi agevoli e di pronta effettuazione. Si sta pensando ad opere faraoniche per buttare i 18 milioni di euro. Il sindaco e l’amministrazione sono gravemente manchevoli di controllo nei confronti dell’Amiu. La situazione è grave e si sta facendo finta di nulla. Inoltre, ripeto, gli affidamenti all’Amiu sono illegittimi sotto ogni profilo: la delibera dell’ottobre 2015 è sbagliata, è illegittimo il contratto sottoscritto a dicembre dal dirigente. L’ipotesi di ricapitalizzazione fa acqua da tutte le parti. Ciò che intende fare l’amministrazione è contraddittorio rispetto alle premesse ed è una soluzione che urla vendetta perché così come si pretende di farla è pesantemente illegittima. Ma di queste cose parlerò meglio quando andremo in consiglio comunale a votare la delibera».
Resta da sciogliere il grosso nodo economico. «Sono al vaglio dei dirigenti le soluzioni da adottare: il conferimento di alcuni beni; la decontabilizzazione di una parte del credito che il Comune vanta nei confronti dell’Amiu. Bisogna tenere conto che la ricapitalizzazione è un fatto meramente contabile e aggiungo che è fondamentale perché oggi dobbiamo garantire la salute pubblica dei cittadini e non possiamo consentire, con la liquidazione dell’Amiu, un salto nel buio - ha detto Ventura, proseguendo - : Queste scelte sono al vaglio del dirigente».
Tomasicchio invece contesta quanto detto dal suo collega: «Ma tu lo sai che il Comune di Trani è in esercizio provvisorio? Queste operazioni di ingegneria finanziaria un Comune che sta in esercizio provvisorio non può farle. In queste condizioni, al di là di tutti gli svarioni leggibili negli atti, la soluzione che il vostro consulente (Andrea Ziruolo, ndr) vi ha dato è quella della liquidazione in linea principale. E non si può scaricare tutto sul dirigente, che ha un indirizzo politico. Bisogna leggere bene tutto quello che Ziruolo e Madaro hanno scritto e mi pare che la strada che si voglia seguire non sia in linea con le loro premesse».
Federica G. Porcelli

