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Trani, quale soluzione per Amiu? La proposta di Giuseppe Tempesta in dodici punti

Riceviamo e pubblichiamo un intervento a firma dell'avvocato Giuseppe Tempesta (già assessore con deleghe a contratti, appalti, contenzioso, trasparenza, affari generali, affari istituzionali) in merito al futuro di Amiu Spa, sul quale, a breve, tornerà ad esprimersi il consiglio comunale.

***

La decisione sul futuro dell’AMIU S.p.A. impone una riflessione approfondita sulle dinamiche che hanno condotto l’Azienda in questo stato di dissesto e soprattutto una verifica della logica seguita nell’impostazione di questa discussione da parte dell’Amministrazione.

Si ha la netta sensazione – come si desume da articoli di stampa e da alcune prese di posizione di consiglieri comunali - che stia passando un’idea di ineluttabilità della scelta tra scioglimento o ricapitalizzazione della società con pesantissime conseguenze sulle casse comunali e ricadute gravissime sulla cittadinanza.

Il Consiglio comunale, con la delibera d’indirizzo del 28.12.2015, si è impegnato a verificare la sussistenza delle condizioni per procedere alla ricapitalizzazione dell’AMIU previa acquisizione di un piano economico e finanziario redatto da un advisor.

Questi i punti della questione dai quali non si può prescindere:

1.- L’advisor deve effettuare un reale controllo contabile, un’indagine sulla contabilità e sulla gestione aziendale, prendendo in considerazione tutti gli elementi o fatti che possono influenzare le valutazioni del piano economico finanziario, come indicato nel dispositivo della delibera del Consiglio comunale del 28.12.2015.

2.- La necessità di valutazioni autonome, aggiornate e approfondite della situazione della società era già stringente quando fu affidato l’incarico al prof. Andrea Ziruolo di rendere un parere in vista del Consiglio comunale del 28 dicembre u.s., laddove il consulente si è limitato a ribadire la necessità di approvare un nuovo piano economico finanziario, quindi di effettuare opportuni controlli contabili, come emerge dalle notizie di stampa circa il contenuto della consulenza del predetto professionista, il quale è stato di nuovo coinvolto nella ricerca delle modalità di finanziamento, incarico che rende evidenti le lacune dei precedenti pareri.

3.- In definitiva, è necessario effettuare un’approfondita e aggiornata due diligence della situazione contabile e operativa dell’AMIU, perché su documenti che espongano in maniera chiara e realistica la situazione contabile deve fondare la decisione del Consiglio comunale.

4.- Non può assolutamente mancare il riferimento ad una perizia sul valore dell’azienda e, in particolare, sulla discarica, che doverosamente sarà stata redatta all’atto della trasformazione dell’Azienda speciale in S.p.A..

5.- Il piano economico e finanziario, a sua volta, per risultare attendibile non può prescindere dai dati contenuti nel piano esecutivo dei servizi di igiene urbana nel Comune di Trani (sulla base del protocollo di intesa tra il Comune di Trani ed il Conai), perché è il cardine su cui fondano le proiezioni dei ricavi dell’AMIU nel triennio 2016-2018, individuando il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti coperto con la TARI.

6.- Il piano economico finanziario dovrà pertanto contemplare l’effettivo costo o beneficio fiscale che deriva dalla perdita di esercizio 2015, al fine di individuare le relative conseguenze sul bilancio, come anche non può trascurarsi la posizione finanziaria netta della società, per assicurarsi la continuità aziendale: è fondamentale comprendere come si sia espresso l’advisor su questo dato.

7.- La vicenda della discarica non è un evento esogeno, catastrofale come talvolta viene presentato negli atti dell’Amministrazione: viceversa, è la conseguenza di atti e omissioni degli amministratori e degli organi di controllo che hanno determinato effetti pregiudizievoli sul risultato economico aziendale, per tacere degli episodi più recenti laddove, rinunziando a fornire un chiaro segno di discontinuità con il passato, sono state anche assunte nuove unità lavorative all’interno dell’Azienda.

Insomma, ancor prima di ipotizzare una ricapitalizzazione dell’AMIU, la società andrebbe messa in sicurezza sotto il profilo della governance.

8.- Un aspetto che influenza la decisione sulla ricapitalizzazione è quello riveniente – come sempre accade in questi casi - dal contenzioso pendente, i cui dati devono essere oggettivamente valutati, dovendosi tener conto delle controversie insorte con enti, dipendenti e privati.

9.- Non sembra sia stata effettuata una seria azione di bonifica e di messa in sicurezza della discarica, condizione necessaria per utilizzare i fondi della post-gestione e, per giunta, dal gennaio 2016, i costi per la messa in sicurezza della discarica saranno integralmente sostenuti dal Comune di Trani per decisione del Consiglio comunale nella seduta del 28 dicembre 2015. Ma le operazioni di bonifica devono essere ricondotte nell’ambito di una gestione che non gravi direttamente sul Comune e sui cittadini di Trani.

10.- Da comunicati apparsi sui mezzi di informazione, si desume che l’advisor avrebbe quantificato in 4.700.000,00 euro l’importo della ricapitalizzazione. Tuttavia, nella relazione sulla gestione del bilancio al 31.12.2014 l’Amministratore unico di AMIU ha dichiarato che l’esercizio 2014 si è chiuso con un cospicuo risultato negativo pari a €. 4.648.339,00 e con un patrimonio netto negativo di €. 2.635.979,00; inoltre, a seguito di approfondimenti condotti dallo stesso A.U. e dalla Ria Gran Thornton “è emerso l’impegno della società ad implementare per €. 5.884.194 il conto corrente vincolato per la post gestione”, cui occorre aggiungere la perdita di esercizio del 2015, pari a €. 1.587.847,53 (risultato intermedio di esercizio). Pertanto, stando almeno alla documentazione appena citata, la ricapitalizzazione importa un impegno ben maggiore di quello pari a €. 4.700.000,00 che sarebbe stato ipotizzato dall’advisor.

11.- Le criticità evidenziate devono trovare una risposta adeguata nel piano economico finanziario che altrimenti sarebbe monco e lacunoso in quanto privo di una proposta definitiva che indichi una soluzione sostenibile in termini economico-contabili.

Sarebbe necessario verificare ipotesi alternative, come, ad esempio,  il concordato con continuità aziendale, che metterebbe in sicurezza le casse comunali e che non implicherebbe necessariamente lo scioglimento della società, che potrebbe ripartire sulla base di presupposti seri e credibili.

12.- Il Consiglio comunale ha ancora la chance di votare responsabilmente assumendo una decisione che dimostri vera discontinuità con il passato, un indirizzo preciso di messa in sicurezza delle casse comunali, rilancio della società sulla base di un progetto finanziario fondato su presupposti incontestabili sotto il profilo contabile, anche al fine di evitare di incorrere in situazioni già stigmatizzate dalla Corte dei Conti.

Avv. Giuseppe Tempesta


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