La prima emergenza presso Palazzo Gadaleta, sede del Tribunale fallimentare, è risolta. Infatti, sono terminati i lavori di messa in sicurezza e ripristino dei tre locali sequestrati dalla Procura della Repubblica di Trani lo scorso 29 gennaio, a seguito di sopralluogo avvenuto presso l'immobile di piazza Trieste.
Tutto nacque dall’incidente verificatosi all'impianto termico dell'edificio, e conseguente allagamento di alcuni locali adibiti ad archivio e sala macchine dell'ascensore presenti nello stabile.
L’episodio avvenne il 26 gennaio e determinò l'intervento dei vigili del fuoco, dalla cui relazione si disposero il blocco in sicurezza dell'ascensore e l'inibizione dei locali ubicati al piano ammezzato e al piano terra, a causa delle perdite idriche registrate.
Due giorni dopo veniva eseguito un sopralluogo (foto) presso l'immobile alla presenza, fra gli altri, dei pubblici ministeri, Luigi Scimè e Alessandro Donato Pesce, del sindaco, Amedeo Bottaro, del dirigente dell’Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, e dei consulenti tecnici del Comune, Nicola Ronchi e Giorgio Gramegna, nonché rappresentanti di Vigili del fuoco, Tribunale e Procura.
All’esito dell’ispezione, la Procura disponeva il sequestro di tre locali di Palazzo Gadaleta: al piano terra, la sala macchine dell'ascensore e gli ambienti adibiti ad archivi di Procura e Tribunale fallimentare; al piano ammezzato, un altro stanzone adibito ad archivio della Procura; al primo piano, il lastrico solare posto a copertura del locale del piano ammezzato.
Di conseguenza, il 5 febbraio, il sindaco emanava un’ordinanza con cui disponeva «di provvedere immediatamente ai lavori di manutenzione straordinaria dei locali sequestrati, compreso l'impianto di riscaldamento posto a servizio dell'immobile, per evitare ulteriore pregiudizio ad immobile ed archivi, ripristinando le normali condizioni». Il Comune avrebbe impegnato momentaneamente le risorse, per poi chiedere ed ottenere il rimborso dal Ministero della giustizia.
Il dirigente, sulla base di tale ordinanza, affidava in via urgente alla ditta Vulpio costruzioni, di Gravina di Puglia, già affidataria della manutenzione ordinaria degli Uffici giudiziari, l'esecuzione delle opere straordinarie con un ribasso del 30 per cento e per un importo complessivo, Iva compresa, di 80mila euro, includendo anche gli onorari dei professionisti Ronchi e Gramegna, rispettivamente per direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza.
La giunta comunale, nei giorni scorsi, ha deliberato di prendere atto di tutto quanto effettuato, così da finanziare i lavori eseguiti nell’apposito capitolo del bilancio di previsione 2016, da approvarsi a breve.
Restano fuori dei lavori, per il momento, i locali sequestrati il 6 gennaio 2012 in un'altra ala dell'edificio, nonché altri ambienti inibiti all'utilizzo pubblico con ordinanza sindacale: l'ingegner Ronchi sta preparando la relazione tecnica sulla base della quale eseguire una seconda tranche di lavori, all'esito di questi l'intero immobile tornerà nella piena disponibilità del Tribunale e dell’utenza.








