Soltanto sabato scorso gli operatori di Amiu avevano rimosso da quel luogo almeno 250 chilogrammi di rifiuti, tra solidi urbani ed ingombranti. Ieri, in via Duchessa d’Andria, l'immagine si è ripresentata allo stesso modo con l'aggravante, però, che tra i rifiuti depositati vi erano anche numerose buste contenenti parti di manufatti realizzati in eternit. Ciascuno di questi sacchi celesti era colmo di frammenti di vecchie grondaie e cisterne, dunque materiale molto pericoloso perché l'eternit, quando non si presenti integro, rilascia nell’aria particelle di amianto altamente tossiche.
Il sito del Ministero della salute informa che la pericolosità dei manufatti contenenti amianto dipende dal grado di libertà delle fibre, ossia dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. Diventa pericoloso, in particolare, qualora le fibre vengano sprigionate nell’aria, per effetto di qualsiasi sollecitazione: manipolazione, lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità, persino lo spostamento d’aria provocato dalle auto in transito.
A quel punto, dunque, gli operatori dell’azienda non hanno più potuto ritirare alcun rifiuto, abbandonando persino i guanti con i quali avevano iniziato le operazioni, interrotte nel momento in cui si accorgevano della presenza del materiale tossico all'interno di quei rifiuti. Adesso Amiu, che nel contratto di servizio con il Comune di Trani ha anche il compito della rimozione dei manufatti in eternit, dovrà a sua volta incaricare una società esterna per il corretto trattamento di quell’enorme massa di rifiuti, a cominciare da quelli pericolosi.
A prescindere dell’amianto, nella discarica a cielo aperto rilevata ieri mattina si scorgevano anche sacchi con impresso lo stemma della Città di Andria, probabile dimostrazione del fatto che persiste, da parte di alcuni utenti di quella città, il malvezzo di abbandonare rifiuti nelle strade rurali dei comuni limitrofi pur di evitare di praticare la raccolta differenziata nel proprio.
Per la verità, lo stato complessivo di via Duchessa D'Andria non presenta gli stessi livelli di degrado di un anno fa di questi tempi, ma è anche vero che, soprattutto nei pressi di quell'incrocio, a pochi passi dall'area rurale di Santa Geffa, la situazione continua a sfuggire completamente di mano. Dunque, i rischi sono elevati per numerose utenze, dagli operatori lapidei del luogo agli agricoltori, da chi frequenta il parco di Santa Geffa agli stessi operatori di Amiu. Questi ultimi, in particolare, sono costretti a lavorare spesso non conoscendo neanche il contenuto dei cassonetti o imbattendosi, all’improvviso, in rifiuti pericolosi mentre ne stanno ritirando altri che non lo sono.
In altre parole, in gioco c'è la sicurezza di lavoratori e cittadini, oltre alla salubrità dell'ambiente. E purtroppo, a fronte di tutto questo, i controlli paiono particolarmente insufficienti e questo consente a chiunque di utilizzare gli angoli di quelle strade come discariche a cielo aperto e, soprattutto, deposito di veleni.














