L’Anonima Gr, la compagnia composta da Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli e Giordano Marmone, è il “gruppo di ricerca” sulla baresità: la baresità sguaiata, verace, smargiassa, che i tre hanno portato sul palco del circolo del cinema Dino Risi.
Dante e Giordano Marmone con la chitarra, Schiavarelli con la sua voce, hanno raccontato della Bari mediterranea, un racconto di una città che, dice la Schiavarelli, «secondo le statistiche è la più felice d’Italia» forse perché noi meridionali siamo capaci sempre di far divertire, nonostante il nostro Sud non cresca e sia intessuto di problemi. «Sì, siamo felici – risponde con ironia Dante Marmone – soprattutto quando siamo in automobile e gridiamo e bestemmiamo».
Suscitano continue risate i personaggi che i due portano sul palco: la donna barese “costretta” a vivere di «onesto contrabbando» in quanto il marito si trova in carcere, sua suocera (Marmone nei panni del personaggio della vecchietta) che deve partire per Lourdes.
Le canzoni La luna all’ammerse, Capatoste, Le femene anticipano un secondo monologo, dove Schiavarelli parla delle donne, e in particolare di quella più pericolosa di tutte, «la mamma meridionale di figlio maschio». Ed il pubblico in sala non può non annuire, riconoscendosi.
Due canzoni a chiudere l’omaggio a una città, a un’area metropolitana, che ci fa ridere e ricordare le nostre origini. E non è un caso se i più grandi comici italiani provengano dall’area barese: oltre a Marmone e Schiavarelli, citiamo Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo, Carmela Vincenti, il compianto Mino Barbarese.
Gli spettatori hanno gradito lo spettacolo, che ha fatto ridere e, come tutte le buone opere, comunque riflettere.
Federica G. Porcelli










