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Trani e la festa dei 70 anni di Isabella Iannetti, icona della musica dei favolosi anni '60

«Non strapperò alcuna stagione della mia vita, le pagine che ho sfogliato sono lezioni, melodie che ho imparato. I miei settant’anni sono “accordi” in un turbinio di emozioni. Gli irripetibili anni, i colori dei miei dipinti, le nostalgie, le luci della ribalta e tutti voi».

Così Isabella Iannetti, ieri, su Facebook, ha provato a ringraziare l’enorme massa di amici ed ammiratori che le hanno reso omaggio in occasione del suo 70mo compleanno. Un traguardo simbolicamente rappresentativo per una delle icone della musica degli anni ’60, la cantante che in estate riusciva sempre a sfondare con qualsiasi 45 giri sfornasse, al punto da averne venduti complessivamente più di un milione, grazie anche all’ottima spinta della sua storica casa discografica, la Durium.

Nata a Trani il 25 aprile 1946, inizia a cantare da bambina e debutta al Cantagiro ancora da minorenne, lasciando subito il segno. Infatti, è del 1963 “T’hanno visto domenica sera”, pezzo la cui musica fu scritta da Adriano Celentano e che il Molleggiato avrebbe cantato successivamente soltanto in lingua spagnola, con il titolo di “Te han visto con otro”.

È proprio questa la canzone che ancora oggi ricordata fra le più famose, se non la più famosa, dell'artista tranese: con quel pezzo, che parla di un tradimento scoperto o di una gelosia eccessiva da parte di lei, Iannetti vince il girone B ed approda, pur, non vincendola, alla fase finale della manifestazione.

In seguito, a conferma della sua spiccata indole per la musica di facile presa sugli ascoltatori, partecipa per ben sei volte consecutive all’altra storica kermesse musicale legata al mare, “Un disco per l'estate”, e, di volta in volta, inanella successi: Sono tanto innamorata (1965); L’amore nei ragazzi come noi (1966); Corriamo (1967); Ricorda ricorda (1968); Cuore innamorato (1969); Il mare in cartolina (1970). A Sanremo si presenta nel 1969, con “Una famiglia”, in coppia con il suo autore, Memo Remigi: il brano, però, non raggiunge la finale.

Isabella Ianetti annuncia il suo addio alla musica nel 1975, anno in cui si ritira dalla scena discografica dedicandosi alla famiglia dopo avere conosciuto e sposato il dottor Dario Gisotti, che diventa nel frattempo uno dei medici più noti ed apprezzati della sanità del territorio, tanto da divenire primario del Pronto soccorso del presidio Bisceglie-Trani.

Ma la nostalgia, da una parte, e le sollecitazioni della stessa famiglia e degli amici, dall’altra, spingono Isabella a tornare sulla scena. Così, nel 2001, incide i suoi successi con nuovi arrangiamenti, grazie alla collaborazione del nipote, Cosimo Giangrande, e si rivede sul piccolo schermo durante “Ci vediamo in tv”, condotto da Paolo Limiti, anche su iniziativa degli assessori alla cultura e turismo dell'epoca, rispettivamente Franco Caffarella e Tonino Rutigliano: con sua enorme sorpresa, fuori degli studi della Rai incontra un nutrito numero di fan che le chiedono autografi, foto ed abbracci, ringraziandola per avere rappresentato, insieme con tanti altri artisti dell'epoca, il loro punto di riferimento durante gli anni della gioventù.

È quello il momento in cui la cantante tocca con mano quanto successo abbia colto oltre le vendite, in altre parole quanto sia tuttora un simbolo della musica italiana degli anni ’60. Anche per questo l’anno successivo, nella sua città natale, sempre grazie all’amministrazione comunale del sindaco Carlo Avantario, conduce il remake del Festival di Trani, in una piazza Quercia gremita e festante, insieme con il compianto Maestro Roberto Pregadio.


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