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Discarica e differenziata: assessore e attivista a confronto in «Appuntamento con Trani»

Ospite di Appuntamento con Trani del 17 aprile è stato Michele di Gregorio, assessore all’ambiente del Comune di Trani. È intervenuto telefonicamente anche Enzo Scaringi, in rappresentanza del Comitato bene comune. Comitato che fa parte, insieme ad altre associazioni, del comitato di controllo sulla discarica.

Ed è dalla discarica che partiamo. «Siamo in ritardo perché il disastro ambientale preme da tempo – dice Scaringi -. Abbiamo incontrato l’assessore ed espresso le nostre perplessità: le modalità con cui si intende bonificare la discarica presentano secondo noi dei vuoti. Nell’insieme, non è ancora chiara la strada che si vuole percorrere. Noi siamo per la chiusura della discarica e vorremmo chiedere all’amministrazione che intenzioni abbia. Si vuole utilizzare una parte del post-esercizio per la bonifica e su questo siamo perplessi perché quei fondi servono a gestire il “post-mortem” della discarica. Adesso bisogna dichiararla “morta” per utilizzare quei soldi. Dalla Regione non abbiamo alcuna garanzia. Quando la discarica sarà chiusa dovremmo occuparcene per trent’anni e non vogliamo lasciare alle generazioni future questo peso».

E invece per quanto riguarda l’ipotesi secondo la quale ci sia un rimedio alle perdite di percolato con uno strumento banale ma efficace che costerebbe molto poco rispetto ai costi delle operazioni odierne, come è stato scritto da un blogger de Il fatto quotidiano, Scaringi ha detto: «Valuteremo anche questo. Riteniamo che bisogna avere un impianto per il trattamento del percolato in loco. Ci sembra assurdo perché comunque noi dovremo tenere sotto controllo il percolato. Dobbiamo avere: l’impianto per il trattamento del percolato in discarica, e questo costa molto meno nel tempo considerando che spendiamo 200 mila euro al mese; l’impianto di captazione del biogas; la copertura dei primi due lotti. Alla fine chiudere l’impianto e sopra realizzarci un bel parco».

«Il percorso invece – dice Di Gregorio – è stato tracciato. Noi vogliamo essere trasparenti. Quando si dice cosa si vuole chiudere dobbiamo dire che i primi due lotti sono già stati chiusi. Si devono porre in essere le normali procedure del post-esercizio. Il problema è sul terzo lotto: il percorso è quello individuato in sede di conferenza di Regione e cioè tutti e tre i lotti devono essere chiusi, messi in sicurezza e bonificati. Anche il terzo lotto sarà chiuso. È chiaro che noi dobbiamo garantire che non solo la discarica sarà messa in sicurezza nei suoi tre lotti ma che saranno disponibili le risorse per il post-esercizio. Tutti i parametri sono rientrati nei limiti di legge. Le risorse sono state individuate anche grazie all’impegno dell’assessorato alla Regione. I fondi sono dell’Oga, che è l’organo che sovrintende allo smaltimento dei rifiuti di alcuni Comuni. È stata commissariata e quindi è la Regione che se ne occupa e che mette a disposizione tutte le risorse necessarie. Sull’impianto di trattamento del percolato, è chiaro che l’emungimento del percolato e la captazione del biogas saranno realizzati, ma si tratta di investimenti che costano milioni di euro».

E sono proprio i fondi, come sempre, il nucleo del problema. Prosegue Di Gregorio: «Gli investimenti da farsi sono in essere, come l’emungimento del percolato e la captazione del biogas. Poi bisogna risolvere il problema del telo impearmibilizzante. Non so quantificare, so che servono milioni di euro. La cosa importante, sulla quale dò certezza, è che le risorse sono state individuate, e sono derivanti dai fondi post-esercizio perché la discarica è “morta”. Le risorse sono disponibili parte dal post-esercizio e parte grazie alla disponibilità della Regione Puglia che oltre a un milione e mezzo di euro si è impegnata a trovare altre risorse. L’ipotesi che l’inquinamento possa passare dal pozzo P6V è il frutto di un’indagine tecnica che è durata mesi. Non si può intervenire per legge perché non c’è l’approvazione del piano di caratterizzazione, che è arrivato poco fa».

Scaringi ha chiesto chiarimenti sul terzo lotto: «La procedura prevede l’apertura di un lotto 2bis di 700mila metri cubi».

«La discarica andrà definitavene verso la chiusura. La preoccupazione immediata è quella di porre rimedio al disastro ambientale – ha detto Di Gregorio -. Lo smaltimento dei rifiuti ormai passa per la raccolta differenziata, e infatti l’Aro prevede che il nostro Comune, quello di Barletta e quello di Bisceglie dovranno individuare un soggetto che effettui la raccolta su tutti e tre i Comuni. Il sistema discarica è un sistema obsoleto. Il lotto 2 bis è funzionale all’esistenza della discarica. Non dobbiamo inventarci un altro allargamento della discarica. Per legge si chiama punto di soccorso perché serve a soccorso per le emergenze».

«L’importante è che il lotto 2bis sia utilizzato – specifica Scaringi – solo per soccorso limitato. Quindi lei dichiara che la discarica andrà chiusa».

«La discarica è chiusa – risponde Di Gregorio -. Si abbia la compiacenza di riconoscere all’amministrazione che ci stiamo adoperando in una situazione di disastro totale in questo Comune. Dovete ammettere che su questa vicenda c’è la massima condivisione possibile nell’interesse della città».

La raccolta differenziata è ancora comunque ferma al 22 per cento. «Noi crediamo che il sistema più opportuno sia quello della raccolta differenziata porta a porta spinta. Anche su questo, tra enormi difficoltà, stiamo andando avanti. È stato realizzato il progetto in collaborazione con il Conai, un consorzio pubblico, senza aggravio di costi per il Comune. Il progetto di raccolta differenziata speriamo che parta nel più breve tempo possibile, non do termini perché non faccio il mago. Si sta andando nella ridefinizione del piano esecutivo. Il futuro, lo prevede la legge, è che i tre Comuni dell’Aro, Trani Barletta e Bisceglie, si mettano insieme costituendo un soggetto che gestirà in maniera autonoma lo smaltimento e la raccolta di rifiuti su tutti e tre i Comuni».

«Quindi la scadenza per la partenza della raccolta differenziata non sarà più giugno, come si era detto», fa notare Scaringi. Di Gregorio ribatte: «Non ho dato date. L’intenzione era quella di avviare la raccolta differenziata porta a porta in estate ma tutte le vicende che ai cittadini sono ben note hanno fatto ritardare. Posso dire, senza timore di smentita, che il progetto esecutivo è in fase di definizione e al più presto verrà approvato e al più presto verrà portata in consiglio comunale la delibera di Comitato bene comune sulla prospettiva Rifiuti zero. È un problema di tempi tecnici, è già pronta. Da questo punto di vista voglio tranquillizzare tutti i cittadini: raccolta differenziata porta a porta spinta, sempre minor utilizzo della discarica fino a un uso residuale se non eliminarla del tutto».

Federica G. Porcelli

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