Oggi, martedì 10 maggio, al circolo del cinema Dino Risi, alle 18.15, in via Ciardi 26, si terrà un incontro con David Grieco coordinato da Lorenzo Procacci Leone e Vito Santoro. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Ieri, Grieco è stato ospite all'Impero durante la proiezione del film La macchinazione, e lo sarà anche oggi prima dello spettacolo delle 22. Il film, dal quale è stato tratto poi l'omonimo libro di Grieco (Rizzoli), e presentato all'ultimo Bifest, ripercorre le tappe salienti degli ultimi tre mesi di vita di Pier Paolo Pasolini, fino alla sua tragica fine nel novembre del 1975. Il film-inchiesta di Grieco, che fu amico e stretto collaboratore di Pasolini (interpretato nel film da Massimo Ranieri), propone un viaggio nel contesto politico e sociale dell’epoca, affresco di una società italiana in mutamento, che l’intellettuale criticò tanto aspramente.
Un film che può a ben diritto rientrare tra quelli civili, impegnati, tanto più se si pensa che esso parla di Pier Paolo Pasolini, un uomo coraggioso, controcorrente, che seppe guardare il mondo con gli occhi di un vero intellettuale. Quando una giovane fuori dal cinema ha detto a Grieco: «Io amo Pasolini» ne è stato contentissimo. «Sono felice che i giovani leggano Scritti corsari e li capiscano, perché lui temeva di non essere compreso. Sono felice che Pasolini sia amato e ricordato. Questo film si nutre di gente come voi. È stato fermo per diverso tempo, e vedendolo si capisce perché». Un film che gode di una colonna sonora dei Pink Floyd, un gruppo che ha concesso volentieri un suo pezzo al regista, nonostante le tante richieste giunte da altri registi e archiviate. «Ci piace il copione» hanno detto a Grieco. Perché Pasolini è amatissimo all'estero.
Un delitto, quello di Pasolini, che non è riconducibile agli ambienti omosessuali, come tutti hanno arbitrariamente detto, ma legato alla sua attività giornalistica, alla denuncia che lo scrittore portava avanti nei suoi articoli, letti da più di 6milioni di italiani, in merito agli affari politici che riguardavano l'Italia dell'epoca. E che riguardano l'Italia di oggi. E infatti proprio la scorsa settimana si è aperta una commissione parlamentare di inchiesta per indagare ancora su questo delitto, che tutti hanno voluto archiviare come quello di un omosessuale.
Un copione che nasce da una storia, quella di Pasolini, che De Andrè definì «sbagliata», una storia che ha tanto da dirci ancora. E che possiamo leggere negli scritti di Pasolini, vedere nei suoi film, studiare nei suoi saggi e nei saggi che vengono scritti su di lui.
Federica G. Porcelli
