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Amiu, boccata d'ossigeno: Daneco dovrà pagarle quasi 2 milioni per i rifiuti del barese conferiti a Trani

«Un altro elemento di criticità dal punto di vista gestionale è rappresentato dalle vicende giudiziarie che vedono Amiu coinvolta sia come parte attrice, sia come parte convenuta, in diversi procedimenti giudiziari i cui esiti potrebbero influenzarne i bilanci futuri».

Lo scrive l’advisor, Donato Madaro, nel Piano economico finanziario rilasciato le scorse settimane in vista della ricapitalizzazione di Amiu, che domani, mercoledì 4 marzo, sarà discussa dal consiglio comunale. In realtà, la prospettiva di influenzare i bilanci futuri potrebbe essere anche positiva per l'azienda, nella misura in cui, proprio nei giorni scorsi, da Milano è arrivata una sentenza favorevole che potrebbe portare un’importante somma di denaro e, di conseguenza, ossigeno puro nelle casse della stessa Amiu.

Si tratta di un’ordinanza, emessa dalla Settima sezione civile del Tribunale del capoluogo lombardo, presieduta da Emilia Antenore, che ha condannato Daneco Spa al pagamento, in favore di Amiu, della somma di 1.964.841,04 euro, più le spese di lite, per un contenzioso proposto dall’azienda tranese a seguito del mancato pagamento, da parte della Daneco, dei servizi resi da Amiu a seguito del conferimento alla discarica dei rifiuti provenienti da alcuni comuni della provincia di Bari, che si servivano presso gli impianti Daneco e che, a seguito dell’indisponibilità di quelli, sula base di ordinanze regionali, più volte reiterate, iniziarono a conferire a Trani dalla fine del 2012 fino alla chiusura della discarica, avvenuta il 5 settembre 2014.

Del contenzioso aveva riferito l’amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo, nella relazione sul’esercizio dello stesso 2014, chiuso con quel pesante passivo di 4.700.000 che, adesso, bisognerà ripianare con la ricapitalizzazione. Al passivo di Amiu, come detto, hanno concorso anche i mancati pagamenti da parte di soggetti che hanno utilizzato a vario titolo, fino a quando è stata attiva, la discarica di Trani per il conferimento dei rifiuti. Fra questi Amiu aveva avviato, da tempo, le opportune azioni per ottenere ingiunzioni di pagamento nei confronti della società Daneco impianti. Tale azienda «ha maturato un debito – riferiva l'amministratore unico non precisandone l’importo- per il servizio di smaltimento dei rifiuti in discarica, eseguito in forza di ordinanza del presidente della Regione Puglia. Al riguardo, con l'ausilio dei rispettivi difensori, Amiu e Daneco impianti hanno concordato un’ipotesi di transazione sulla quale, dopo vari rinvii decisi all'assemblea sociale, è intervenuta la delibera dell'assemblea (del 26 maggio 2015, ndr), che ha respinto l'ipotesi di una transazione».

Una scelta che, alla luce dei quasi 2 milioni che il Tribunale di Milano ha disposto che si versino in favore dell’Amiu, sembra si sia rivelata quanto mai opportuna per tutelare gli interessi della collettività tranese, tenendo conto del fatto che Amiu è azienda interamente partecipata dal Comune di Trani. Appare prevedibile che Daneco impugni il provvedimento, ma la prospettiva di immettere 2 milioni di euro nelle casse della società potrebbe maggiormente distendere, alla vigilia del consiglio comunale, un clima evidentemente teso per la percezione dell’enorme responsabilità che il consiglio comunale è chiamato ad assumersi approvando la ricapitalizzazione di una società in forte deficit.


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