Parere favorevole, ma con riserva. E le riserve sono motivate in ben quattro, sostanziali censure che non mancheranno di alimentare dubbi e perplessità.
Formalmente quello dei revisori dei conti del Comune è un “sì”, nella sostanza assomiglierebbe più ad una bocciatura. Di mezzo, le sorti dell’Amiu e l’assunzione di responsabilità, oggi non da poco, da parte della maggioranza che sostiene il sindaco, Amedeo Bottaro.
Infatti, è il giorno in cui consiglio comunale è chiamato ad approvare la ricapitalizzazione di Amiu Spa: capitale sociale di 1 milione, l’azienda ha chiuso l'esercizio 2014 con una perdita di 4.648.000 euro ed un patrimonio negativo di 2.635.000 euro. Nel 2015 chiuderà con un’ulteriore perdita di 2.100.000 euro. L’operazione avverrebbe attraverso il conferimento di beni immobili, cancellazione di crediti e collocazione di denaro fresco secondo le misure previste per legge.
Come dicevamo, sono quattro i motivi alla base del “sì” condizionato del collegio sindacale del Comune, formato dal presidente, Giuseppe Laurino, e dai componenti Antonio Cortese e Sebastiano di Bari (quest'ultimo dimissionario). Il primo rilievo è che «i beni immobili oggetto di conferimento, cui seguirà perizia di stima ai sensi del codice civile, devono essere riportati nel piano delle alienazioni del Comune e non appartenere ad aree demaniali».
Il riferimento è alla ex ricicleria ed all’isola ecologica, per le quali sono state espresse valutazioni, rispettivamente, di 3 milioni di euro e 210mila euro. Ma una parte dell'area della ricicleria, appunto, insiste su suolo demaniale, trovandosi, in via Finanzieri, ad un passo dal mare.
Il secondo intoppo è legato ai crediti da conferire: anche questi devono risultare da una perizia di stima del tribunale che, al momento, non c'è. Terzo punto, il piano redatto dall’advisor, Donato Madaro, «sebbene lo stesso dichiari una situazione di equilibrio economico - fanno notare i revisori -, condivisa in linea generale dal dirigente di Ragioneria, presenta delle incertezze, condizioni e criticità che potrebbero richiedere ulteriori ricapitalizzazioni».
Infine, «mancanza di chiarezza in due locuzioni del dirigente dell’Area tecnica circa il riconoscimento di debiti fuori bilancio relativamente agli esercizi finanziari precedenti, nonché richieste economiche pendenti relative ai costi sostenuti dal 5 settembre 2014 (giorno della chiusura della discarica, ndr) ad oggi».
