Violazione del Codice dei beni culturali e paesaggio, del Testo unico sull'edilizia, nonché abuso d'ufficio e falso ideologico. Questi, a vario titolo, i reati contestati ai professionisti che il Tribunale di Trani (presidente Giulia Pavese) ha condannato con pene (tutte sospese) da nove mesi ad un anno e mezzo per i lavori compiuti in un terreno adiacente a villa Lepore, nella strada vicinale Sant'Angelo.
I provvedimenti riguardano l’ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, il proprietario del terreno e committente dei lavori, Emanuele Germinario, il direttore dei lavori, Giacomo Cacchione, di Termoli.
Il tribunale ha riconosciuto l’assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica, poiché i lavori si sono compiuti su un terreno che, proprio per l’adiacenza alla storica villa, è ritenuto altresì vincolato sia dal Piano urbanistico generale, sia da quello paesaggistico territoriale della Regione Puglia.
Nel 2008 Germinario presentò al Comune un progetto per realizzare un impianto di trattamento delle acque di vegetazione provenienti dal frantoio adiacente quel terreno, di sua proprietà, e confinante con quello nel frattempo acquistato, oggetto dell'indagine. Affatato rilascio il permesso a costruire l'anno successivo omettendo, secondo l'accusa, di tenere conto dei vincoli che insistevano su quel terreno.
Il giudice ha anche ordinato la demolizione delle opere abusive ed il ripristino dello stato dei luoghi.
(fonte, La Gazzetta del mezzogiorno)

