«Non ho mai visto la mia anima. Entrando nello studio di Lello Esposito, ne ho almeno sentito l’odore»: così parlò Massimo Troisi, entrando anni fa a Napoli nello studio di Lello Esposito, scultore e pittore che da circa trenta anni lavora sulla città di Napoli ed i suoi simboli. Pulcinella, la maschera, l’uovo, il teschio, il vulcano, il cavallo, San Gennaro e il corno nelle varie possibili metamorfosi.
Lello Esposito “si racconta” a Trani, sabato 7 maggio alle 19, presso l’atelier Ferrara in via Bovio, con una presentazione di Giulia Giordano (modera Lucia de Mari), che sottolineerà il lavoro di ricerca dell’artista, che nel tempo gli ha permesso di sperimentare scultura e pittura e di realizzare un’evoluzione di significati, di dimensioni e di tecniche artistiche.
Per le sculture e le installazioni utilizza materiali di vario tipo, dal bronzo all’alluminio, e dipinge tele di grandi dimensioni. Lello Esposito ama definirsi artista di culto per l’indagine portata avanti sugli archetipi, sui simboli della città, sull’immaginario culturale che dal profondo emergono in superficie, vengono restituiti ed assumono nuove forme e raffigurazioni, contribuendo significativamente alle nuove interpretazioni della tradizione, indispensabile per ogni forma di sperimentazione artistica e culturale. Ha coniugato la passione totale per l’arte e per Napoli, diventandone indubbiamente un artista rappresentativo e fortemente riconoscibile.
Il suo lavoro è noto in Italia e all’estero dove ha esposto in numerose mostre. Per la cronaca, una sua installazione (un gigantesco corno rosso) era stata collocata davanti alla Reggia di Caserta e poi spostata su richiesta del ministro dei Beni culturali Massimo Bray (2013). Il sindaco della città campana, Pio Del Gaudio, spiegò che si trattava di una «provocazione, considerata necessaria per fornire una risonanza nazionale e internazionale al nostro principale monumento cittadino».

