Le due consigliere di opposizione Luisa Di Lernia e Antonella Papagni, portavoci in consiglio comunale del Movimento 5 stelle di Trani, prendono posizione contraria alla ricapitalizzazione dell'Amiu, di cui si è deciso nell'ultimo consiglio comunale.
Di Lernia pone l'attenzione principalmente sulla discarica: «Vogliamo mettere per una volta, nero su bianco, cosa vogliamo fare della discarica? Chiusura definitiva o riapertura? Lo chiediamo perché, anche su tale questione, siamo in presenza di dichiarazioni apparentemente opposte e discordanti. Il sindaco in sede di Oga non parla di chiusura ma di riapertura a medio termine, mentre l'assessore all'ambiente Di Gregorio nelle sue recenti dichiarazioni contraddice se stesso parlando prima di chiusura e poi di apertura di un lotto 2bis definito "di soccorso". In definitiva: qualcuno della presente amministrazione è in grado di dare una risposta univoca e chiara? La discarica è chiusa: intendete riaprirla? Esprimetevi e mettiamo definitivamente agli atti la vostra volontà che non dovrà a quel punto più essere smentita».
La proposta della consigliera è la strategia Rifiuti zero.
Antonella Papagni invece ha chiesto espressamente al segretario generale del Comune di Trani, Carlo Casalino, di esprimersi su Amiu: «L'art. 113 comma 5 del Tuel parla chiaro: una società può definirsi in house solo ed esclusivamente se vi è il contemporaneo rispetto di tre requisiti: il capitale deve essere totalmente pubblico (e ci siamo) e nello statuto deve essere espressamente esclusa la possibilità di aprirsi a capitale privato (e gli stessi Ziruolo e Madaro affermano che non è così); deve esserci controllo analogo a quello esercitato dal Comune sui propri uffici (è così? Ziruolo afferma, e Madaro conferma, che Amiu Spa difetta dei requisiti del controllo analogo);
la maggior parte delle attività deve essere svolta a favore dell'ente socio (è così? «Nel tempo è stata svolta una consistente attività di ricezione e trattamento rifiuti anche in favore di enti non soci di Amiu Spa» come affermato da Ziruolo e confermato da Madaro)».
«Poiché premessa della delibera è la definizione di Amiu quale società in house, e poiché premessa della delibera sono anche le relazioni dei consulenti Madaro e Ziruolo che affermano il contrario - conclude Papagni - per dirimere la questione chiediamo al segretario generale di formulare un parere che allegheremo al fascicolo che stiamo inoltrando alla procura della corte dei conti».
Questi due interventi sono stati esposti anche in consiglio comunale, ma le due consigliere non hanno ricevuto alcuna risposta dall'amministrazione in quella sede.

