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«Cantieri sociali» a Trani, Bottaro: «Non sussidi, ma una risposta ai più di 10mila cittadini disoccupati»

Ai cantieri regionali di cittadinanza e al reddito di dignità il Comune di Trani decide di affiancare i cantieri sociali. La necessità nasce dalla volontà di tendere la mano ai disoccupati, come anticipa il sindaco Amedeo Bottaro nella conferenza stampa di presentazione: «Sicuramente c’è un’emergenza, ed è quella di dare risposta alle migliaia di cittadini tranesi in questo momento disoccupati o inoccupati. Le cifre sono da capogiro: immaginate che su 50mila abitanti superiamo molto probabilmente i 10mila tra disoccupati ed inoccupati, dati che fanno tremare le gambe. Da qui la necessità di non fermarci alle iniziative, che pure aspettiamo con molta trepidazione, della Regione, ma di inventarci anche una iniziativa comunale, che vada a coniugare una emergenza sociale altissima ad una città che chiede maggiore cura, maggiore attenzione».

Iniziativa che, a detta dell’assessore alle politiche sociali Felice Di Lernia, non esiste in nessun altro comune d’Italia. Non si tratta del baratto amministrativo, né di un lavoro, quanto di una presa in carico, una soluzione alternativa al cantiere comunale.

«L’idea – prosegue il primo cittadino -, nasce così: dal sogno di vedere in città tanti disoccupati che si adoperano nei lavori di piccola manutenzione per rendere la città più decorosa: dalle piccole pulizie che esulano nei contratti di servizio con Amiu alla pitturazione di ringhiere, agli interventi per la colmatura di piccole buche o piccoli marciapiedi. Ci ritorna una città più decorosa perché meno lasciata al degrado e dall’altra i tanti disoccupati tranesi potrebbero trovare non un semplice sussidio, che questa amministrazione ha evitato di dare sin dal primo giorno, ma un contributo economico a fronte di una attività lavorativa utile per la città e che fa sentire anche i cittadini tranesi non come oggetto di gesti caritatevoli ma come retribuiti per il lavoro svolto. Questa è la sfida di una amministrazione che evita questi contributi economici fini a se stessi ma cerca di dare risposta alla città e ai tanti disoccupati».

Precisa l'assessore Debora Ciliento che la priorità sarà data ai cittadini disoccupati con Isee zero, cioè che sono veramente in condizioni di bisogno. I fondi per pagare questi piccoli lavori di manutenzione, spalmati sul bilancio biennale, saranno presi da quelli che provengono dai servizi sociali, ma anche da altri capitoli destinati alle manutenzioni.

«Non ci spaventa il fatto di dare questo lavoro per sei mesi - dice Di Lernia - perché in ogni caso ci sono altri strumenti regionali come il reddito di cittadinanza. E poi stiamo mettendo a punto alte due azioni sperimentali limitrofe e non sovrapponibili al lavoro delle cooperative di tipo B. In questo modo, manteniamo unite famiglie i cui minori sono a rischio di affidamento al tribunale dei minori, che sono tanti. Stiamo pensando a un programma anche per famiglie e persone sole, sempre in carico ai servizi sociali. Noi pensiamo soprattutto alla famiglia: siamo portati ad immaginare una famiglia che sia portata a essere seguita più da vicino. Pensiamo a persone che sono rimaste sole che per esempio nel reddito di dignità non entreranno mai». 


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