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AGGIORNATO. Estati di Trani, Tarantini e Squiccimarro assolti in appello dall'accusa di concussione per induzione. Prescrizione per tutti sull'abuso d'ufficio

Assolto perché il fatto non sussiste. La Corte d'appello di Bari ha riformato la sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Trani aveva condannato l'ex sindaco di Trani, Pinuccio Tarantini, a due anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di concussione per induzione relativa alle Estati tranesi 2005 e 2006. Dalla stessa ipotesi è stato assolto anche l'ex presidente di Amiu, Claudio Squiccimarro, che era stato condannato ad un anno.

Assoluzione per estinzione del reato invece, causa intervenuta prescrizione, per quanto riguarda l’altra accusa oggetto di condanne in primo grado, quella dell’abuso d'ufficio. Ne rispondevano in appello sia Tarantini, sia Squiccimarro, ma anche l'ex vicesindaco Mauro Scagliarini, l'ex assessore alle finanze, Sergio De Feudis, l’ex presidente di Amet, Alfonso Maria Mangione (dieci mesi per ciascuno dei tre in primo grado) e l'ex assessore alla cultura, Nicola Quinto (otto mesi).

Tarantini, secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, avrebbe tratto un vantaggio personale e politico dai programmi di intrattenimento di quelle due estati, grandi concerti ed eventi finanziati prevalentemente con sponsorizzazioni di Amiu ed Amet, i cui presidenti sarebbero stati “indotti” dal sindaco a mettere mano alle casse delle due ex municipalizzate, non essendo sufficientemente capiente il capitolo di spesa che il Comune di Trani aveva a disposizione. Così facendo, da un lato Tarantini e la sua parte politica avrebbero maturato un ingiusto vantaggio nei consensi e, dall’altro, si sarebbe determinato un debito fuori bilancio che la pubblica accusa di Trani, rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Savasta, stimava in oltre sei milioni di euro.

In appello gli scenari sono cambiati nella misura in cui il presidente della sezione giudicante, Maria Iacovone, ha accolto la richiesta di assoluzione proposta dal sostituto procuratore, Giuseppe Scelsi, non avendo questi rilevato alcun profilo di rilevanza penale nell’azione politico-amministrativa intrapresa da Tarantini. Nell’udienza anche l’ex sindaco ha reso alcune dichiarazioni spontanee per porre in risalto la circostanza per cui l’unico ritorno effettivo delle pur ingenti spese sostenute per quei due programmi estivi lo avrebbero avuto l’immagine ed il buon nome di Trani. Tarantini è stato difeso dall’avvocato Filberto Palumbo, Squiccimarro da Domenico Di Terlizzi e Luigi Vescia.

A questo punto, il debito fuori bilancio potrebbe determinarsi in altra misura, vale a dire a seguito delle ipotizzabili azioni di risarcimento del danno che gli ex imputati potrebbero intraprendere per il danno d'immagine e morale patito durante questi lunghi anni. A tal proposito, va anche precisato che Comune, Amet ed Amiu non risulta si siano costituiti parte civile nel processo istruito.

Si resta nell’attesa di conoscere le motivazioni della sentenza entro i canonici novanta giorni.


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